Pescara, il teatro Florian compie 30 anni

L'assessore Di Iacovo, consegna una targa al FlorianL'assessore Di Iacovo consegna una targa al Florian

Lo storico teatro Florian di Pescara festeggerà il suo trentennale con quattro nuove produzioni in scena tra febbraio e marzo.

La presentazione delle iniziative per l’anniversario dello storico teatro è avvenuta alla presenza dell’assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo, che prima della conferenza ha voluto consegnare una targa ai direttori artistici e fondatori della struttura Giulia Basel e Massimo Vellaccio.

“Grazie per questo riconoscimento – così Massimo Vellaccio – Trent’anni è un lungo percorso, sono passati velocemente, quasi senza accorgercene. L’88, anno in cui abbiamo inaugurato, dopo aver finito i due atti unici di Ennio Flaiano, noi coi proventi di quella tournee e altri risparmi ci lanciammo in una scommessa che sembrava ardua. Allora io Giulia e pochi altri passammo sei mesi per trasformare in teatro quello che era stato un ex panificio abbandonato. Il 20 febbraio inaugurammo fra varie perplessità di tanti, quelle legate al posto, al futuro dell’idea, che era quella di mettere in piedi il primo spazio off di Pescara e forse anche dell’Abruzzo, ispirati dalle cantine romane degli anni ‘60 e ‘70 vissute durante gli anni della nostra formazione. E’andata bene, siamo durati per 30 anni ed è un percorso magnifico quello che raccontiamo, è stata la nostra vita aver condiviso quanto di meglio, col pubblico, si muovesse sulla scena della sperimentazione e innovazione. Il 1988, poi, fu un anno straordinario perché oltre ad aprire portammo due produzioni importanti: i due atti unici di Flaiano (La donna nell’armadio e Il caso Papaleo di Flaiano) e in luglio fummo inclusi nel cartellone dell’Emp al D’Annunzio con Il martirio di San Sebastiano”.

“Il programma è nato con la rinnovata energia produttiva che a compagna questo trentennale – aggiunge Giulia Basel illustrando il programma – Abbiamo scelto Pescara e ci siamo fatti pescaresi, decidendo di aderire a questo territorio diventandone motori culturali. Il 20 febbraio di 30 anni fa si inaugurava a Pescara uno spazio inedito, sorprendente per la Città: il Florian Espace, primo Teatro off della intera regione. C’era stato un precedente proprio a Pescara: la galleria d’arte Convergenze che, nello spirito avanguardistico degli anni ’70 e del suo promotore Peppino D’Emilio, si era aperta alle discipline performative e dunque anche al teatro. Il Florian Espace nasce invece come teatro, un teatro wagnerianamente inteso come compendio di tutte le arti, sede stabile della Compagnia teatrale Florian alla quale si sono affiancati e si affiancheranno nel tempo altri teatri e spazi, ma che rimane al centro della nostra attività: 30 anni di radicamento nel nostro territorio, Pescara e l’Abruzzo.

Il Florian Espace in questi anni è stato veramente un centro di vita artistica e culturale, di produzione, di ospitalità, di promozione, di crescita, di interazioni, di identità. I fondatori del Florian Espace e della Compagnia, Giulia Basel, Massimo Vellaccio e Gian Marco Montesano, sono ancora insieme e tutt’ora continuano ad essere fondamento della compagnia stessa insieme a Pippo Di Marca fondatore del Metateatro che si è fuso col Florian dando luogo all’attuale Florian Metateatro. Ma ci sono anche Flavia Valoppi, Anna Paola Vellaccio, Umberto Marchesani, Ilaria Palmisano, Emanuela D’Agostino, Livia Tammaro, Marilisa D’Amico, Alessio Tessitore, Isabella Micati, Renato Barattucci, Antonio Stella, Edoardo De Piccoli e tanti altri collaboratori e amici del Florian che con la loro passione e le loro capacità e competenze rendono possibile la prosecuzione di un impresa che ai più sembrava impossibile”.

Il programma comprende quattro nuove produzioni e coproduzioni a Pescara: si parte subito al Florian, dove “La Chiave dell’Ascensore” di Agata Kristof andrà in scena fino al 18 febbraio.

Ne “La chiave dell’ascensore” è messo in scena un sacrificio; il racconto coincide con una messa a morte. La verità si gioca nello spazio apparentemente ristretto che divide l’io e il tu di una coppia ; il gioco del sacrificio è esplicito perché la vittima, ribellandosi, lo esibisce. La scena di Agota Kristof è un luogo di reclusione, uno spazio concentrazionario. Dove agiscono, mascherati da piccole situazioni intimiste, ampi cerimoniali di tortura e messa a morte. Alle vittime non resta che una chance, nel claustrofobico spazio che sono condannate ad abitare: far sapere che c’è un’altra versione dei fatti.

Si prosegue il 23 febbraio alle 21 al Florian di Pescara con 4.48 Psycosis. E’ una messa in concerto dell’ultimo testo di Sarah Kane: la musica dei suoi versi in risonanza con musiche di Gustav Mahler e P.J. Harvery. In scena, protagonista è la poesia stessa, variegata nelle forme liriche, narrative, dialogiche, grafiche della sua scrittura, testualmente e scenicamente affidata alla voce sola di Mariateresa Pascale.

Il 24 e 25 febbraio al Matta di Pescara, rispettivamente alle 21 e alle 17,30, andrà in scena “ Orestea nello sfascio”, di Terry Paternoster. “Orestea nello sfascio” è un affondo nella materia drammatica dell’unica trilogia tragica a noi pervenuta, l’Orestea di Eschilo.

E, infine, il 2-3 marzo al Florian andrà in scena,  “Il Ribelle” di Leonardo Rossi con Umberto Marchesani regia di Gian Marco Montesano.

Spettacoli che sono o saranno presentati presto anche a Roma, mentre già fervono le prove di “Theatrum Mundi Show” di Pippo Di Marca che debutterà a marzo al Teatro India per il Teatro di Roma.

Articolo offerto da: