Tutti alle urne: il Rosatellum bis e dintorni

Elezioni politiche 2018Elezioni politiche 2018

di RITA CONSORTE

Il Rosatellum Bis, diventata legge il 3 no­vembre 2017, n.165 è la legge eletto­rale della Re­pubblica Ita­liana che disciplina l’ele­zione della Came­ra dei deputati e del Se­nato della Re­pub­blica.

È stata approvata in via definitiva al Senato il 26 ottobre 2017 e sostituisce la precedente legge elettorale italiana del 2015, nota come Itali­cum (va­lida solo per la Ca­mera dei de­pu­tati) e la previgente legge Calderoli (ancora in vigore per il Senato della Repub­bli­ca).

La nuova leg­ge elettorale prevede due sistemi, uno proporzionale e l’altro maggioritario. Ma cosa significano?

Sistema proporzionale.

Per anni è stato il sistema elettorale più usato in Italia. In base a esso, i partiti politici ottengono un numero di posti in Parla­mento – nel nostro caso alla Camera dei Depu­tati e al Se­nato – in pro­por­zione al nu­mero dei voti ricevuti. Il sistema proporzionale puro prevede che il territorio na­zio­nale sia diviso in tanti collegi plurinominali, in ciascuno dei quali, cioè, vengono eletti più parlamentari. Ogni partito, in­fatti, elabora delle liste di candidati che possono essere tanti quanti sono i seggi in pa­lio in quel collegio. Gli elettori votano per la lista e il par­tito po­litico e i posti in pa­lio in quel collegio vengono distribuiti in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna formazione politica.

Sistema maggioritario.

E’ il più antico, in quanto nacque nel ‘600 in Inghil­terra ed è ancora il si­stema dominante non solo in Gran Breta­gna, ma anche negli Stati Uni­ti, Canada e Au­stra­lia. Il sistema maggioritario attribuisce un premio di maggioranza al partito che ottiene la maggioranza relativa di voti, così da garantire la governabilità del paese. In ge­nere, il sistema maggioritario prevede collegi uninominali, cioè il territorio na­zio­nale vie­ne di­viso in tante aree geografiche, chiamate collegi, tanti quanti sono i senatori o i de­putati da eleggere. Ogni partito presenta un solo candidato e quello che riceve più voti è quello che ottiene il seggio. Questo sistema elettorale, a differenza del sistema proporzionale, garantisce una maggiore stabilità politica, ma va a penalizzare i partiti di piccole dimen­sioni, ri­schian­do di minare, in alcuni casi, la base più pura del pluripartitismo su cui si basa la democrazia moderna.

La di­stribuzione dei seggi.

I 630 seggi della Came­ra dei De­putati saranno assegnati nel modo se­guente: 232 in collegi uninominali; 386 in piccoli collegi plurinominali (circa 65 collegi); 12 nella circoscrizione estero. Al Senato i 315 seg­gi saranno invece di­stri­buiti co­sì: 116 in collegi uni­­nomi­nali; 193 in piccoli collegi plurinominali, 6 nella circoscrizione estero. I 232 candidati più vo­tati in ogni collegio uninominale alla Ca­mera e i 116 del Senato ot­­ter­ranno direttamente il proprio seg­gio, an­che nel caso avessero ottenuto solo un voto in più degli avversari. I collegi sono sta­biliti su ba­se nazionale alla Camera, mentre al Se­na­to sono ripartiti su base re­gio­nale, come previsto dalla Co­sti­tu­zione italiana.

Un’uni­ca sche­­da e no al voto di­sgiun­­to.

Novità rilevante an­che per le conseguenze politiche che avrà è che il voto sa­rà espresso su una sola scheda e sarà vietato il voto di­sgiunto, ovvero la possibilità di votare un candidato nel collegio uninominale e una lista a lui non collegata nella par­te proporzionale, come era nel Matta­rel­lum che prevedeva due sche­de di­verse. Que­sto ‘depo­ten­zia’ in un cer­to senso sia il si­ste­ma proporzionale che quello maggioritario, to­glien­do li­bertà all’elettore di scegliere liberamente un partito e un candidato al maggioritario. L’e­lettore do­vrà scegliere un ab­binamento candidato-partito.

La scheda e il voto.

La sche­­­da prevista dal Rosatel­lum è unica (una per la Ca­me­­ra e una per il Senato, mol­­to simili). Sulla scheda l’e­lettore esprime il voto sia per la parte maggioritaria sia per la quota proporzionale. Sotto ad ogni candidato nel maggioritario ci saranno i simboli delle liste a lui collegate nel proporzionale e ac­canto al simbolo delle liste saranno stampati i nomi dei candidati del corrispondente listino bloccato. Si potrà vo­tare con un segno su una li­sta (che vale anche per il candidato corrispondente); con un segno sul nome di un candidato nell’uninominale. Due le possibilità in questo caso per quanto riguarda la parte proporzionale: se il candidato è sostenuto da una sola lista, il voto si trasferisce a quella li­sta; se il candidato è sostenuto da più liste, il voto viene di­stribuito tra le liste che lo so­stengono proporzionalmente ai risultati in quella circoscrizione elettorale. È previsto espressamente che in caso di doppio segno su un candidato e sulla lista corrispondente il voto rimanga valido.

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