L’assessore regionale Donato Di Matteo lascia il Pd

Donato Di MatteoDonato Di Matteo

Donato Di Matteo lascia il Pd. L’assessore regionale con la delega all’Urbanistica e ai parchi attraverso una lettera inviata al segretario regionale Marco Rapino: “Dover lasciare la propria casa, che ho contribuito a edificare – dice Di Matteo – è un momento di grande sofferenza”.

Nella lunga lettera Di Matteo, annuncia momentaneamente l’adesione a Regione Facile. L’assessore spiega le sue ragioni, e parla di “mutazione genetica all’interno del Partito e del Gruppo”, di “un’assenza di condivisione e di collegialità delle scelte politiche”.Situazioni che, dice l’assessore, “ho segnalato più volte” e che hanno “tramutato, a vari livelli, il Partito in un’ organizzazione leaderistica personale in cui il potere di vita e di morte appartiene al capo ed è assoluto”.

Nella lettera dopo aver elencato varie attività regionali, Di Matteo parla della formazione delle liste per le prossime elezioni politiche.

Decisioni, secondo quanto scrive Di Matteo, “assunte in altri luoghi, in altre stanze, da un ristretto gruppo di persone: un ‘cerchio magico’ ossequioso – dice Di Matteo – e arrogante. Peraltro – continua – senza considerare che queste decisioni porteranno, all’indomani del 4 marzo, inevitabilmente ad un’accelerazione dei percorsi politico-amministrativi regionali di cui non si è tenuto doveroso conto”.

Dopo aver espresso “personale delusione anche in merito alla progressiva perdita dei rapporti umani”, Di Matteo si rivolge al segretario regionale Rapino “che legge per conoscenza e sa che non ho rinnovato l’iscrizione al partito”. “È con profonda tristezza, quindi – conclude Donato Di Matteo – che lascio il gruppo del Pd”.

 

 

 

 

 

 

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