Un mese al Centro Britti: sono un centinaio i senza dimora accolti in via Tirino

Volontari sistemano le brandine al BrittiVolontari sistemano le brandine al Britti

Sono circa cento le persone senza fissa dimora che sono stati accolti presso il centro polivalente Monsignor Gustavo Britti in questo primo mese di attività.

Attualmente nel centro sono stati allestiti 70 posti letto, e i senza dimora sono tra i 40 e i 50.

“E’ sicuramente una delle strutture più funzionali degli ultimi anni, visto che sono state fatte solo piccole sperimentazioni di dormitori di emergenza –  dice Massimo Ippoliti, di On the Road – Il Britti è un luogo ideale e c’è un clima di grande serenità, anche se le persone hanno vissuto storie molto drammatiche.  Penso a Yuri (sono nomi di fantasia), che ha 30 anni e vive in strada da quando ne aveva 18, vittima di violenza in età adolescenziale, fuggito da casa e vissuto in tante case famiglia dove non è mai riuscito a sviluppare relazioni positive; a Mario, in strada da quasi 30 anni, con problematiche a livello cognitivo o a Domenico, commerciante di grande successo che, nonostante percepisca una pensione discreta, si è abbandonato all’alcol: e infine a Ignazio, un senza dimora di 92 anni, un “irriducibile” che vuole sempre dormire in strarda e che ha accettato, finalmente, di dormire al Britti, Attraverso questa esperienza si è anche consolidata la collaborazione tra le associazioni che assistono abitualmente chi vive in strada”.

“L’ideale sarebbe lasciare operativa la struttura per tutto l’anno – aggiunge Daria Secchiatti, della Comunità di Sant’Egidio- All’inizio la conoscevano in pochi, poi il numero di persone è aumentato gradualmente. Ne abbiamo parlato anche noi, negli incontri di preghiera con i senza tetto, che teniamo ogni lunedì nella cattedrale di San Cetteo”.

“E’ stato un bene che sia stato attivato un centro come il Britti, altrimenti molte persone sarebbero rimaste all’aperto visto che il dormitorio della Caritas è sempre pieno – conclude Luca Fortunato, della Comunità Papa Giovanni XXIII –  I senza dimora hanno trovato un punto di riferimento. Una persona come Giuseppe, che si rifugia da anni nella stazione di Montesilvano e che fa fatica a stare con gli altri, vive questo spazio come se fosse la sua casa ed è felice di stare qui”. Hanno sostenuto l’iniziativa dell’amministrazione comunale anche diversi artisti tra cui il comico Nduccio, il sassofonista Piero Delle Monache, la regista Federica Vicino e i rappresentanti dell’associazione Lo Spazio di Sophia, che hanno contribuito e contribuiranno ad intrattenere i senza dimora in alcune serate. “

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