Un fiuto per la salute, arriva il cane da diabete

RunaRuna

di MARINA MORETTI

Quando ti viene raccontato, dal profondo dell’inconscio affiora qualche perplessità, anche se ti è stato spiegato che non si tratta di stregoneria, né di medicina alternativa o di pet therapy.

Poi lo vedi accadere, e allora capisci: l’inconscio, a cavallo del brivido che ti corre lungo la schiena, diventa consapevolezza, le parole diventano fatti quando vedi Runa che improvvisamente smette di rosicchiare il suo gustoso giocattolo e lancia il segnale convenuto. Runa è una cagnolona affettuosa e pronta alle coccole, ma quando è il momento sa cosa fare. Nel bel mezzo della presentazione del “progetto cani allerta diabete”, in Comune a Pescara, Runa (nella foto) ha emesso un bau bau discreto per far capire alla sua amica che era meglio controllare la glicemia. Runa non “cura” il diabete, ma mette a disposizione il suo straordinario fiuto naturale per prevenire l’insorgenza di una crisi glicemica. E’ uno degli 85 cani allerta diabete che operano in Italia grazie al Progetto Serena onlus, nato in Veneto nel 2103 da un’idea di Roberto Zampieri. Già adottata da Confindustria Chieti-Pescara con l’avvio di una raccolta fondi, l’iniziativa ha trovato una cuccia accogliente anche a casa del Rotary club Pescara Ovest.

Runa e la padrona

Runa e la padrona

“Dopo una lunga sperimentazione – spiega Zampieri – abbiamo elaborato il Protocollo cani allerta nel diabete, realizzandolo come onlus perché non fosse oggetto di commercio, ma si mantenesse su base volontaristica. Il primo cane per una paziente insulinodipendente era un meticcio adottato dal canile. Abbiamo prima lavorato sulla costruzione della relazione cane-umano, poi sulla formazione vera e propria, finalizzata all’avvertimento delle variazioni ipo o iper glicemiche che il cane preparato riesce a cogliere da una serie di eventi molecolari>. Oggi Zampieri e gli altri si prodigano per formare istruttori in tutte le regioni italiane. L’obiettivo è quello di riuscire a far avere un cane allerta, senza costi proibitivi, a tutti i diabetici che convivono con la malattia cronica. <La diabetologia pediatrica di Chieti – racconta il presidente del Rotary Club Pescara Ovest, Marco Pierotti – ci ha indicato una famiglia che poteva fare al nostro caso, così abbiamo iniziato a finanziare la formazione del binomio cane-umano”.

Zampieri e Pierotti

Zampieri e Pierotti

Il percorso formativo è piuttosto lungo, due anni, ma i volontari ce la mettono tutta per essere presenti dove e quando serve. “Il nostro protocollo – racconta Selena Asteggiano, presidente della onlus – si basa su collaborazione, relazione ed empatia tra cane e diabetico. Il cane è in grado di avvertire con anticipo, e segnalare, l’innalzamento o l’abbassamento del valore degli zuccheri nel sangue, consentendo al suo compagno umano di intervenire prima che la crisi si manifesti. Tante mamme e tanti papà trascorrono intere notti in bianco per controllare la glicemia dei figli diabetici: la presenza di un cane allerta può ridimensionare l’ansia e donare un po’ di serenità. E’ veramente utile avere un amico fedele che aiuta a vivere una realtà che purtroppo non può essere cambiata”.

Il cane allerta può perfino a salvare la vita di un diabetico, perché ha imparato a “fiutare” i segnali della variazione glicemica: un cambio di voce, un innalzamento della temperatura corporea, un movimento particolare. <Il bambino diabetico – spiega il responsabile di diabetologia pediatrica a Chieti, Stefano Tumini – deve fare insulina più volte al giorno, altrimenti muore. La dose è rapportata alla glicemia, che va misurata giorno e notte. Una condizione che il bimbo accetta più volentieri in compagnia del suo amico fidato>. Per realizzare la straordinaria relazione occorre che il cane sia di famiglia, non di passaggio. Quando la famiglia adotta il proprio cucciolo, i volontari arrivano a casa per istruirlo senza alterare gli equilibri in costruzione. I quattro zampe vegliano sui loro amici giorno e notte. Sono cani normali, di razza e non: corrono, giocano e scodinzolano, ma in più possiedono le competenze giuste per avvertire di un cambiamento glicemico di cui non ci si è accorti.

“Sono angeli con la coda sempre al nostro fianco. – conclude la Asteggiano – Più noi diamo a loro, più loro daranno a noi, e senza maltrattamenti o metodi coercitivi ed estenuanti”.

Con un bau bau educato, una zampatina o una nasata- il segnale lo si sceglie nel periodo di addestramento – i cani come Runa sono in grado di avvertire il bimbo diabetico o chi se ne prende cura, e persino di aprire la porta di casa e richiamare l’attenzione. Proprio come i veri amici, che nel momento del bisogno ci sono sempre.

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