Pescara piange la morte di Angelillo, ex tecnico di Pescara e Chieti

angelilloAntonio Valentin Angelillo

E’ venuto a mancare nella sua Siena Antonio Valentin Angelillo, ex calciatore e allenatore. Era una mezzala assai rapida e prolifica, cresciuto calcisticamente nell’Arsenal de Lavallol, dove debuttò nel 1952.

Nell’estate del 1957 venne in Italia ed approdò all’Inter. Nel corso della prima stagione interista, Angelillo trova come compagni d’attacco il vecchio “Veleno” Lorenzi, che gioca l’ultima sua stagione in maglia neroazzurra; il non più giovane Skoglund e Massei, oriundo argentino pure lui. Segna 16 reti. La classifica cannonieri è vinta dal gallese John Charles (Juventus) con 28 goal, seguono il sudafricano oriundo Eddie Firmani (23) e l’ex compagno d’attacco in Argentina, Omar Sívori (22). Nella stagione successiva (1958-1959), Angelillo si laurea capocannoniere con 33 gol (tra cui una cinquina alla Spal), stabilendo un record per i tornei a 18 squadre; con 39 reti complessive, inoltre, eguaglia il primato stagionale di gol realizzati con la maglia dell’Inter. Angelillo rimase all’Inter per quattro stagioni, disputando 127 partite e realizzando 77 goal.

Nel 1961 venne ceduto alla Roma dove  disputa quattro stagioni positive, a parte un inizio molto stentato, giocando da centrocampista. Resta fino alla stagione 1964-1965, totalizzando 27 goal in 106 presenze e vincendo la Coppa delle Fiere 1960-1961 a la Coppa Italia 1963-1964. Nell’estate 1965 Angelillo si trasferisce al Milan di Nils Liedholm. Coi rossoneri disputa una mediocre stagione.

Angelillo, dopo l’esperienza con il Milan veste le maglie del Napoli, poi di nuovo Milan, per poi concludere la sua carriera da calciatore all’Angelana , club in cui ha rivestito il doppio ruolo di allenatore e giocatore dal 1969 fino al 1971.

Dopo aver esordito da allenatore con l’Angelana, mister Angelillo ha allenato Montevarchi, Chieti, Campobasso, Rimini, Brescia, Reggina e Pescara, prima di iniziare l’avventura con l’Arezzo in Serie C1.

Nella stagione 78’-79’ approdò al Pescara dove portò per la seconda volta il club adriatico nella massima serie, attraverso i famosi spareggi di Bologna, dove circa 40.000 persone invasero la città Bolognese. In una recente intervista rilasciata ad un quotidiano locale Angelillo, ricordò così la trasferta di Bologna: «Non posso dimenticarla. E’passato tanto tempo ma è rimasta nel mio cuore e, penso, anche in quello dei tanti sportivi pescaresi che ci seguirono in massa nello spareggio di Bologna. Proprio loro ci diedero la carica giusta per vincere, anche perchè non so se ci avrebbero fatto tornare a casa in caso di sconfitta. Eravamo in ritiro qualche ora prima dell’incontro, quando vedemmo dalle nostre camere d’albergo una massa di gente vestita di biancazzurro e, guardandoci negli occhi, capimmo che non potevamo tradirli».

Terminata la carriera da allenatore Angelillo ha lavorato come osservatore per l’Inter in Sudamerica: tra le sue principali scoperte, l’argentino Zanetti.

 

 

 

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