Antenne a Pescara Colli, una storia che si ripete

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di MICHELE BRUNETTI

Ci hanno insegnato che, quando si tratta di salute, prevenire è meglio che curare. Anni di prediche e tanta pubblicità ci hanno fatto capire il concetto e finalmente lo abbiamo metabolizzato. Ma le accese proteste contro le antenne della telefonia rientrano nell’alveo della prevenzione o della caccia alle streghe?

Certezze scientifiche non ve ne sono, ma è anche vero che, quando si tratta di salute pubblica, prevenire è un imperativo categorico. Il guaio è che non esiste una tesi buona per tutti, quindi ognuno fa un po’ come gli pare, magari senza seguire né il principio della prevenzione né quello della saggezza popolare racchiusa nella famosa frase “nel dubbio, astieniti”. Il dubbio in questione è rappresentato dalla fatidica domanda: è davvero pericoloso vivere con un’antenna sulla testa o con un pennone padellato come vicino di casa? Un dubbio che attanaglia anche il comitato “No antenne Pescara Colli”, tornato sul piede di guerra in occasione della ripresa dei lavori in via Valle Furci, dove sta per fiorire un’antenna alta 24 metri. <A distanza di quattro anni – dice il comitato – e dopo aver vinto al TAR Abruzzo, i cittadini si trovano a dover affrontare un’altra battaglia.

Ancora una volta puntiamo il dito contro il lassismo dell’amministrazione sul Piano antenne comunale, che invece potrebbe regolarizzare la distribuzione, renderla più equilibrata e meno selvaggia. Purtroppo anche questa Giunta, come la precedente, sarà ricordata per non aver coinvolto la cittadinanza dei Colli sull’installazione di nuove antenne. Intanto i lavori Telecom continuano, in virtù del silenzio/assenso da parte del Comune>. Dal canto suo l’amministrazione comunale, che ha accettato di incontrare una delegazione del Comitato, si è detta disponibile ad investire della questione l’Avvocatura del Comune e ad affidare, entro fine anno, l’incarico per la redazione del Piano urbano delle antenne. L’assessore Loredana Scotolati ha garantito che l’Avvocatura verrà interrogata per comprendere tutte le eventuali irregolarità nell’installazione degli impianti.

Nell’incontro con il Comune i cittadini hanno ribadito le loro perplessità ed esposto le loro obiezioni, evidenziando anche “la mancata applicazione della Vas”, ma soprattutto hanno ricordato che, nel 2004, fu redatto un regolamento che si avvaleva del parere di un illustre ematologo, il professor Glauco Torlontano, il quale sottolineava la necessità di tutelare le scuole e i luoghi particolarmente frequentati dai bambini. A questo proposito, il comitato chiede se il criterio sia stato rispettato e aggiunge anche un elemento che ritiene penalizzante, ossia la mancata possibilità di sopraelevazione e il conseguente danno economico sul valore degli edifici. Ovviamente quello di Pescara non è il primo e non sarà l’ultimo caso del genere, in tutta Italia ci sono cittadini che protestano, studiosi che restano sul vago in merito ai potenziali danni da elettrosmog e amministrazioni cittadine che non sanno che pesci pigliare, anche perché poi il telefonino lo usiamo tutti e tutti desideriamo una copertura efficiente.

Tra gli argomenti di chi protesta viene citato anche il caso della Francia, dove qualche anno fa un giudice di Tolosa ha riconosciuto a una donna di 39 anni una pensione di invalidità a seguito della prolungata e indesiderata esposizione alle onde elettromagnetiche. In sostanza il giudice ha riconosciuto che la sindrome debilitante della donna era dovuta a ipersensibilità elettromagnetica (altre informazioni si possono trovare sul sito www.antennasiantennano.info. Tuttavia è doveroso ricordare che la malattia attualmente non sembra ancora avere solide basi scientifiche, anche se molti individuano nelle antenne, come del resto nelle reti wifi e nell’uso smodato dei cellulari, possibili cause di danni al benessere delle persone. Al momento l’Organizzazione mondiale della Sanità non riconosce l’elettrosensibilità come vera e propria malattia, proprio per la mancanza di evidenze scientifiche che dimostrino il rapporto di causa-effetto tra sintomi ed esposizione.

Dunque la ricerca della verità ha ancora un lungo cammino da percorrere, anche perché è ovvio che l’installazione di nuovi ripetitori e il potenziamento di quelli esistenti ha origine nella domanda sempre più famelica di traffico telefonico e connessioni stellari, esigenza avvertita praticamente a tutte le età e a tutte le latitudini.

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