Un pezzo d’Abruzzo insignito del Nobel per la pace

Nobel Beatrice FonhNobel Beatrice Fonh

di MARINA MORETTI

Il 10 dicembre, a Oslo, si terrà la cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Pace 2017, attribuito quest’anno a ICAN, l’organizzazione che lavora per la messa al bando alle armi nucleari. Tra questi, un medico di Silvi nella lotta.

Per ora è solo un segnale, ma di quelli alti e importanti. La speranza è che, a partire dal 10 dicembre, diventi un impegno condiviso da tutti, ma proprio tutti. Ma sarà comunque un giorno speciale, visto che proprio il 10 dicembre, a Oslo, si terrà la cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Pace 2017, attribuito quest’anno a ICAN, l’organizzazione che lavora per la messa al bando alle armi nucleari.

Il Nobel per la Pace, che consiste anche in una donazione di 9 milioni di corone svedesi (circa 1 milione di euro), è stato assegnato per “il ruolo di ICAN nel fare luce sulle catastrofiche conseguenze di un qualunque utilizzo di armi nucleari e per i suoi sforzi innovativi per arrivare a un trattato di proibizioni di queste armi”. ICAN è una no-profit fondata nel 2007, presente in 100 Paesi e con 406 organizzazioni partner. Tra le affiliate c’è anche l’Associazione Italiana Medicina per la Prevenzione della Guerra Nucleare (Ippnw Italy), presieduta da un medico abruzzese, Michele Di Paolantonio.

“Abbiamo deciso globalmente – dice il dottor Di Paolantonio – che il Nobel sarà ritirato dall’executive director di ICAN, Beatrice Fihn, e da Setsuko Thurlow, sopravvissuta al bombardamento atomico di Hiroshima. Siamo molto orgogliosi di questa assegnazione, perché testimonia anche il ruolo italiano nella costante e tenace costruzione della Messa al Bando delle Armi Nucleari. E’ un sogno che può e deve avverarsi”. Un motivo di orgoglio anche per la nostra regione, visto che l’Ordine dei Medici di Teramo e Chieti e la Società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva Abruzzo e Molise, insieme alla sezione italiana Ippnw, si sono distinte per iniziative rientranti nell’attività di ICAN. Comunque la si pensi, è chiaro è evidente che il Comitato di Oslo ha dato un segnale forte, come se volesse indicare agli Stati del mondo qual sia la strada giusta da percorrere.

“Continuare a basare la propria sicurezza sulle armi atomiche è un atteggiamento inaccettabile – afferma il direttore di ICAN, Beatrice Fihn – Stiamo cercando di mandare forti segnali a chi ha queste armi: Corea del Nord, Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna, India e Pakistan, la minaccia di uccidere civili è inaccettabile. Donald Trump e Kim Jong-Un devono fermarsi. Dovrebbero sapere che le armi nucleari sono illegali, minacciare di usarle è illegale, svilupparle è illegale”. Bisogna anche considerare che il Nobel per la Pace non rappresenta solo un’opportunità politica, ma anche e soprattutto morale.

“E’ un grande onore – confermano i vertici ICAN – essere insigniti del Nobel per la Pace 2017 come riconoscimento per il nostro ruolo nell’approvazione del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari. Questo storico trattato, adottato il 7 luglio con il voto favorevole di 122 Stati, offre all’umanità uno strumento alternativo e assolutamente necessario. Abbiamo lavorato per scrivere la parola fine alla storia dell’arma più distruttiva che l’uomo abbia mai inventato, l’unica arma che minaccia l’esistenza stessa dell’umanità. Il premio rende omaggio agli sforzi di milioni di attivisti e cittadini in tutto il mondo che, fin dai primi anni dell’era atomica, hanno alzato la voce contro le armi nucleari. Siamo in un’epoca di forti tensioni globali, lo spettro della guerra nucleare ci minaccia nuovamente. Se esiste un momento storico giusto in cui gli Stati abbiano l’obbligo morale di dichiararsi contrari alle armi nucleari, quel momento è adesso. Con umiltà desideriamo ringraziare il Comitato norvegese per il Nobel. Questo premio illuminerà la strada che il Trattato sulla Proibizione ci ha aperto e che conduce a un mondo libero da armi nucleari. Prima che sia troppo tardi, dobbiamo imboccare quella strada. “Mai più atomica” è lo slogan che da oggi in poi deve circolare con maggiore convinzione in ogni parte del mondo, perché si arrivi presto al disarmo universale”.

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