Villa De Landerset, patrimonio storico di Pescara

Villa De Landerset come appare oggi (Foto di Andrea La Rovere)Villa De Landerset come appare oggi (Foto di Andrea La Rovere)

Oggi vi portiamo alla scoperta di Villa De Landerset, uno degli edifici più prestigiosi della nostra Pescara ma, attenzione, il viaggio potrebbe essere più breve di quello che pensate.

Questo perché chissà quante volte ci sarete passati davanti senza nemmeno immaginare di essere al cospetto di un pezzo di storia della nostra città, addirittura di quando si chiamava ancora Castellammare; magari di corsa, andando al lavoro, oppure scendendo verso il centro. Il luogo di cui parliamo è infatti situato in via del Santuario, sicuramente una delle vie più percorse e nevralgiche della città. Ebbene, è proprio qui che troviamo Villa De Landerset, vero e proprio gioiello architettonico di Pescara.

Andiamo a ripercorrerne la storia.

La villa fu commissionata alla fine dell’800 dal Barone Ernesto De Landerset, nobiluomo figlio di un ufficiale delle Guardie Svizzere del Regno di Napoli; del progetto della residenza da villeggiatura si occupò l’architetto Luigi Broggi, allievo del celebre Camillo Boito e che lascerà parecchie tracce a Milano e dintorni, contribuendo con le sue ville e i suoi palazzi all’aspetto odierno della metropoli lombarda. Del resto, basta cercare in rete alcuni suoi lavori come Case Candiani e Villa Candiani per scorgere tracce dello stile, specie nei rivestimenti di cotto rosso, utilizzato per Villa De Landerset.

La costruzione della dimora è datata tra il 1886 e il 1890, lo stile è quello di un’architettura eclettica con palesi rimandi al quattrocento lombardo e con vari omaggi al Rinascimento.

Il progetto originale

Il progetto originale

La posizione è estremamente tipica per le residenze da villeggiatura dell’epoca, vicina al mare ma non immediatamente prospiciente, elevata su una piccola altura da cui ancora oggi si può ammirare l’asse perfettamente perpendicolare con Viale Muzii, allora via Centrale, tanto è vero che tutta quella parte di via del Santuario è costellata di antichi villini, come la vicina Villa Tina e il confinante Villino Massangioli.

La villa, contornata da un ampio parco, ha un impianto a blocco regolare con la particolarità di una torretta leggermente aggettante rispetto al corpo, vero perno della struttura. La bicromia tra il cotto rosso e le parti più chiare saltano subito all’occhio, conferendo all’edificio un aspetto molto classico. Il piano terra vanta dei bei decori raffiguranti una divinità silvana, mentre le finestre a bifora sono arricchite da festoni a tema floreale o con frutti. Ovunque si apprezza la celebrazione del Rinascimento e qua e là spiccano dei medaglioni che ritraggono alcuni degli artisti più importanti del periodo, da Leonardo da Vinci a Michelangelo Buonarroti, da Raffaello Sanzio al Palladio.

I terribili bombardamenti del 1943 non risparmiarono la pregevole struttura, un’ala venne quasi completamente distrutta, tanto che fu necessario ricostruirla nel dopoguerra; i lavori, affidati all’architetto Attilio Giammaria, furono eseguiti seguendo scrupolosamente i progetti originali.

La residenza, dopo vari passaggi di mano, è tuttora una residenza privata appartenente al gruppo dell’imprenditore Toto, ed è purtroppo semiabbandonata anche a causa di un lungo contenzioso, riguardo gli eventuali lavori di restauro, tra la regione e l’imprenditore stesso.

Inutile sottolineare come il prestigio di un simile edificio sarebbe adatto ad ospitare una struttura, magari un museo come già fatto per la centrale Villa Urania o per l’ex Aurum, che permetta a tutta la cittadinanza di ammirare un patrimonio davvero difficile da trovare altrove a Pescara e che ora giace dimenticato, nascosto da una folta vegetazione.

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