Savina e Don Aniello Manganiello tra i premiati del Borsellino

Il vice capo della Polizia Luigi SavinaIl vice capo della Polizia Luigi Savina

Si è svolta sabato mattina nella sala consiliare del Comune di Pescara, la cerimonia di consegna dei riconoscimenti del Premio Nazionale Paolo Borsellino. Alla premiazione sono intervenuti tutte le autorità politiche, civili e militari a partire dal sindaco Marco Alessandrini.

Tra i premiati è intervenuto anche il Vice Capo della Polizia Luigi Savina che ha partecipato alla cerimonia e prima dell’evento Savina, ha dichiarato: “La battaglia a tutte le mafie è anche e soprattutto una battaglia culturale e la grossa presenza degli studenti a queste manifestazioni, e il lavoro che è stato fatto nelle scuole e che viene fatto nel quotidiano in tutta Italia da magistrati, appartenenti delle forze dell’ordine è proprio la riprova che questa è una battaglia culturale come dicevo. La cultura innanzitutto è cultura che deve avere anche il valore di legalità, come assunzione di responsabilità da parte dei giovani. Sul fronte della lotta alle mafie le forze dell’ordine lavorano sempre sia nei territori dove le mafie sono più conosciute sia nelle zone dove non ci sono mafie e bisogna stare attenti sempre per prevenire”.

Presente anche don Aniello Manganiello, garante del Premio, e sacerdote da anni in prima linea nella lotta alla Camorra: “Oggi a questi ragazzi bisogna spiegare cosa sono le mafie. Vedo però che oggi su questo fronte un nuovo fermento e una nuova sensibilità soprattutto negli educatori e negli insegnanti che hanno avvicinato questi ragazzi a capire la  legalità e l’importanza dell’impegno sociale. Oggi L’impegno sociale è fondamentale per combattere l’illegalità. La Camorra è un ammortizzatore sociale perché risponde ai bisogni primari della gente, e quindi dobbiamo essere noi con l’inclusione sociale per fare da antidoto al radicarsi della criminalità organizzata nei nostri territori”.

 

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