ANCI Abruzzo contraria alla chiusura degli uffici postali

Luciano Lapenna, presidente dell'ANCILuciano Lapenna, presidente dell'ANCI

La direzione nazionale delle Poste ha comunicato che sono in fase di valutazione le riduzioni di sportelli postali che riguarderanno ben 274 uffici in Abruzzo. Anci obietta.

In molti Comuni gli uffici aprirebbero solo due volte alla settimana, in altri poche ore al giorno ed in tanti Comuni chiuderebbero definitivamente.

La nota di Poste Italiane non rassicura, soprattutto per quel riferimento alla fase di valutazione degli interventi collegati alla riforma del Servizio postale universale.

ANCI Abruzzo esprime contrarietà, ricordando alla direzione delle Poste che recentemente il Parlamento ha approvato  in via definitiva la Legge sui piccoli Comuni che garantisce il mantenimento dei servizi postali, specie nelle aree più disagiate quali sono i piccoli Comuni. In Abruzzo essi rappresentano la grande maggioranza: sono infatti 249 i municipi con meno di 5000 abitanti, di cui 194 con meno di 2000 abitanti. Questi dati dimostrano la delicatezza della questione dell’impatto sul territorio abruzzese e la necessaria difesa di un presidio strategico per contrastare l’esodo dalle aree interne e montane.

ANCI Abruzzo rileva inoltre che tale provvedimento annunciato non può adottarsi e che vanno perseguite tutte le strade finalizzate a dare risposte alle esigenze di tutti i cittadini a partire da chi vive nei centri piccoli.

ANCI Abruzzo si appella pertanto ai Parlamentari ed al Governo, affinché intervengano per il rispetto  della legge e si impegna a dare il pieno sostegno, anche legale, ai Sindaci interessati per la tutela degli ultimi servizi dei nostri centri,  soprattutto montani. Per nostro conto abbiamo segnalato ad ANCI nazionale la situazione portata all’attenzione dal documento di Poste, affinché sia affrontata nel tavolo nazionale istituito con Poste Italiane.

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