Niccolò Fabi live per i suoi 20 anni in musica

Niccolò Fabi a Francavilla (Foto di Andrea La Rovere)Niccolò Fabi a Francavilla (Foto di Andrea La Rovere)

A poco più di un anno di distanza dall’applauditissimo concerto al Teatro D’Annunzio di Pescara, Niccolò Fabi è tornato a deliziare gli spettatori abruzzesi con un live che ha idealmente chiuso l’estate di Francavilla al mare. Un’estate ricca di eventi che ha visto grandi nomi come Fiorella Mannoia, Edoardo bennato e Massimo Ranieri tra gli altri.

Già un anno fa mi era toccato di scrivere del concerto dell’artista romano e le differenze fra i due tour sono state palesi; quello di sabato sera è stato un Niccolò Fabi molto più rilassato e, seppur non tradendo la sua timidezza, più aperto al dialogo col pubblico e con tanta voglia di raccontare i suoi vent’anni di carriera, quelli che vengono celebrati nel “Diventi Inventi Tour 1997-2017.

Il piazzale della Stazione è gremito quando il cantautore, con una mezz’ora di ritardo, si presenta sul palco; l’apertura è affidata a una versione scarna de “Il giardiniere”, che la rende sicuramente più matura a dispetto di una certa ingenuità, come ricorda lo stesso Fabi, del testo, cui va a contrapporsi Una somma di piccole cose, pezzo che dà il titolo al suo lavoro più recente. Le atmosfere e gli arrangiamenti abbracciano la nuova via intrapresa da Niccolò specie con l’ultimo album, ispirata al nuovo folk americano, vedi Bon Iver e Wilco, con un sound moderno e delicato, fatto di arpeggi acustici e mai invadenti armonie vocali. Il trattamento live arricchisce spesso i brani di una coda elettrica con la chitarra in evidenza.

Ma, al di là degli aspetti tecnici, l’esperienza dei concerti di Fabi si segnala per il lato emozionale; le vicissitudini del cantante e i testi ricchi di significato fanno sì che si instauri una profonda empatia tra pubblico e artista, un valore aggiunto che non può essere calcolato a tavolino e che è patrimonio solo di personaggi dotati di grande sensibilità.

Fabi non si risparmia e suona per oltre due ore in un’atmosfera pacata ma allegra, che si tinge continuamente di una nostalgia dolce per i suoi trascorsi (Rosso, Lasciarsi un giorno a Roma, Vento d’estate), fino all’inevitabile commozione per pezzi toccanti come Ecco e Facciamo Finta.

Il concerto potrebbe essere stata l’ultima occasione per vedere un live di Fabi per un po’; si era infatti diffusa la notizia di un suo ritiro, novità che Niccolò ha voluto smentire, pur ammettendo di essere alla fine di una parte importante dellla sua vicenda artistica.

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