Abruzzo, detrazioni di circa 2.000 euro per le badanti

Assistenza agli anzianiAssistenza agli anziani

La nostra regione risulta al decimo posto tra le regioni italiane per detrazioni delle spese per gli addetti all’assistenza personale.

Gli abruzzesi hanno detratto, mediamente, 1870 euro per le spese di assistenza personale: è quanto emerge dalle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2016.

L’invecchiamento della popolazione oltre al progressivo calo della spesa pubblica per la famiglia e l’assistenza, hanno generato negli ultimi anni un forte aumento della richiesta di servizi di assistenza a domicilio da parte delle famiglie. Mediamente una badante costa  alla famiglia 16 mila euro annui e solo una parte di queste spese possono essere portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi. L’Ancot (Associazione nazionale consulenti tributari) ha analizzato come i contribuenti italiani detraggono dai propri redditi le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale. Dall’analisi dell’Ancot su dati del Ministero delle Finanze e dell’Economia emerge che sono stati i liguri a detrarre mediamente gli importi più consistenti delle spese per gli addetti all’assistenza personale.

“Le mutate esigenze da parte degli italiani – ha detto Arvedo Marinelli presidente nazionale dell’Ancot richiedono l’utilizzo sempre crescente di servizi legati all’assistenza personale. Sono detraibili le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale, nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, nella percentuale del 19%, calcolabile su un ammontare di spesa non superiore a 2.100 euro (quindi, l’importo massimo detraibile è pari a 399 euro), purché il reddito complessivo del contribuente non sia superiore a 40mila euro”.

“Ricordiamo che sono considerati non autosufficienti nel compimento degli atti della vita quotidiana i soggetti che non sono in grado, ad esempio, di assumere alimenti, di espletare le funzioni fisiologiche e provvedere all’igiene personale, di deambulare, di indossare gli indumenti – ha detto Annamaria Longo segretario nazionale dell’Ancot – e, inoltre, può essere considerata non autosufficiente anche la persona che necessita di sorveglianza continuativa. Lo stato di non autosufficienza deve risultare da certificazione medica. Le spese devono risultare da idonea documentazione, che può anche consistere in una ricevuta debitamente firmata, rilasciata dall’addetto all’assistenza”.

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