Ian Anderson, la magia dei Jethro Tull a Pescara

Ian AndersonIan Anderson

Il 22 giugno Pescara sarà per un giorno la capitale del rock, e per rock intendiamo quello vero, quello delle leggende come Rolling Stones, Led Zeppelin e pochi altri; e, tra questi pochi altri, non possono mancare i Jethro Tull, la creatura di Ian Anderson, il geniale menestrello del rock inglese che, col suo flauto e la sua presenza scenica ha rivoluzionato la musica pop a cavallo tra anni ’60 e ’70, e che sarà nella nostra città, al Teatro D’Annunzio, appunto il 22 giugno.

L’appuntamento, di grande prestigio internazionale per la nostra città, vedrà esibirsi Anderson come solista visto che, dopo quasi cinquant’anni di successi, i Jethro Tull si sono ormai sciolti, ma proprio il repertorio della band rimane centrale nei live del vulcanico leader.

La storia dei Jethro Tull inizia nel mitico 1968, con This Was, album che irrompe come un fulmine a ciel sereno nel rock dell’epoca, con la sua mistura di blues, folk e hard rock, mediata dal rivoluzionario innesto del flauto traverso dell’istrionico Anderson; tale strumento, infatti, mai prima di allora era stato utilizzato in quest’ambito e, soprattutto, in quel modo.

Il tempo di aggiustare il tiro passando dal chitarrista Mick Abrahams a Martin Barre, mettendo così da parte molte delle influenze blues, e i Jethro Tull passano al folk rock progressivo, mettendo a segno i loro grandi successi, quelli che gli permetteranno di vendere oltre 65 milioni di dischi, da Stand Up a Aqualung, fino ai concept Thick As A Brick e A Passion Play.

Gli anni settanta sono forieri di grande consenso tra il pubblico, mentre la critica non sempre plaude al gruppo, un po’ per le scelte controcorrente, un po’ per il carattere difficile di Anderson che finisce per alienargli le simpatie della stampa specializzata; è tuttavia il pubblico a sancire il mito della band inglese, non facendo mai mancare negli anni l’appoggio, specialmente negli infuocati appuntamenti live dove, da sempre, Anderson dà il meglio di sé.

Oggi Ian Anderson è un signore di quasi settant’anni che ha messo da parte gli eccessi e il look trasandato da clochard, che pretende grande rispetto da parte del pubblico, mal tollerando ritardi e maleducazione, ma che, quando impugna il suo mitico flauto, è capace ancora di incantare le platee di tutto il mondo.

L’appuntamento è dunque per il 22 giugno, al Teatro D’Annunzio, per un tuffo nel passato più glorioso del rock, per scoprire che forse è ancora un magnifico presente.

Articolo offerto da: