Pescara Calcio a 5 si autosospende dopo rissa con Luparense

Pescara Calcio a 5 si autosospende dopo rissa con Luparense. Foto TvseiPescara Calcio a 5 si autosospende dopo rissa con Luparense. Foto Tvsei

Pescara Calcio a 5 si autosospende dopo la rissa con Luparense. Salta la finale dello scudetto

Dopo la rissa avvenuta giovedì sera al Pala Giovanni Paolo II al termine di gara-1 della finale scudetto contro la Luparense, il club abruzzese del Pescara Calcio a 5 ha diffuso un comunicato in cui ha annunciato l’immediata sospensione degli allenamenti e della partecipazione alla competizione compromettendo, salvo ripensamenti, la finale di scudetto.

Così il presidente Danilo Iannascoli: “A seguito dei gravissimi fatti accaduti prima, durante e dopo la gara 1 di Finale playoff, con aggressioni verbali e fisiche subite dai nostri dirigenti e giocatori, dell’ennesima inadeguata direzione arbitrale figlia di designazioni cervellotiche e non imparziali e dall’ormai ripetuta e inaccettabile preventiva richiesta di assistenza presentata dalla squadra avversaria alle forze dell’ordine e ai commissari e delegati, condita da lettere costruite su motivazioni fantasiose e offensive che non fanno altro che inasprire gli animi già prima dell’inizio delle gare, hanno purtroppo comportato un clima e un finale di gara che non posso né accettare né dimenticare e, quindi, dalla data odierna sono costretto a sospendere sia gli allenamenti della prima squadra che tutte le attività e competizioni ufficiali. Utilizzare il terzo tempo per aggredire un giocatore avversario, utilizzare le parole “terremotati” e “handicappato” da squallidi personaggi che nulla dovrebbero avere a che fare con lo sport, non possono passare impunite e non possono essere taciute”.

“Il mio costante impegno nel sociale e la carica di presidente del Panathon Adriatico, che sono onorato di rappresentare – continua Iannascoli – non mi permettono di continuare dopo aver dovuto assistere a tutti i fatti accaduti che hanno calpestato i valori dello sport che giornalmente difendo e promuovo con ogni mezzo. Le affermazioni e le offese dei tesserati e dei giocatori della Luparense verso la mia regione, la mia città e la mia società, rappresentata in panchina dal vicepresidente Matteo Iannascoli, non passeranno impunite e i miei legali sono già stati delegati e autorizzati a tutelarmi in tutte le sedi. Grazie a tutto il popolo biancoazzurro ed agli sportivi che hanno nuovamente riempito il Papa Giovanni Paolo II per averci sostenuto con calore, affetto e con il solito incitamento corretto e non offensivo nei confronto degli avversari”.

 

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