Federica Chiavaroli, a tu per tu con il Sottosegretario alla Giustizia

Il Sottosegretario alla Giustizia, Federica ChiavaroliIl Sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli

Il nuovo soggetto politico “Alternativa Popolare”, i progetti, la problematica inerente alle carceri, i tribunali abruzzesi ed i processi lenti. Ne parliamo con il Sottosegretario alla Giustizia, Senatrice Federica Chiavaroli.

Alternativa Popolare e i programmi.

“La scelta ‘governativa’ di Alternativa Popolare è una scelta di continuità con l’impegno originariamente assunto nei confronti degli italiani in un momento di stallo della vita politica ed economica del Paese. Gli esponenti del Governo Renzi espressi dal nostro movimento politico hanno lavorato bene, portando avanti riforme essenziali per il Paese e ponendo le basi per una visione di ampio respiro che, con l’attuale Governo Gentiloni, non aveva e non ha alcun senso interrompere. Per quanto riguarda l’Abruzzo, siamo determinati a ripartire dal rapporto con le persone, secondo quella formula di incontro e capillarità che nel tempo la politica ha smarrito. Credo che ricominciare dalla nostra gente, dai bisogni e dalle speranze sia l’unico modo per recuperare il senso dell’azione politica nella nostra Regione. Vedo davvero troppa distanza tra il bisogno delle Comunità e la risposta politica, soprattutto in questo momento oggettivamente difficile.

E’ per questa ragione che, ad esempio, ho reputato necessario lavorare per un progetto di rilancio delle aree naturalistiche di Farindola che, devo dire, ha ottenuto subito l’adesione dell’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, di un’importante azienda che opera nel settore del legno (che donerà il materiale per le staccionate dei sentieri) e dell’Amministrazione penitenziaria. Saranno i detenuti, durante l’esecuzione di lavori di pubblica utilità, ad offrire un sostegno concreto a Farindola. Sono convinta che la politica debba fare questo: proporre percorsi di coesione sociale e favorire la crescita armonica delle comunità a partire da bisogni veri, oggettivi”.

Situazione carceri abruzzesi.

“Dal giorno del conferimento dell’incarico di Sottosegretario al Ministero della Giustizia ho visitato quasi 40 istituti penitenziari, l’ultimo la settimana scorsa a Potenza. Penso di poter affermare che la situazione delle nostre strutture non è affatto drammatica, né riguardo al sovraffollamento né per le condizioni in cui i detenuti vivono. Certo ci sono situazioni difficili che ho ben presenti e che cercheremo di sostenere, come quella del repartino di osservazione psichiatrica di Pescara, ma in generale la professionalità dei nostri operatori consente di gestire anche situazioni un po’ più complesse. In Abruzzo, a mio avviso, c’è soprattutto bisogno di interventi per rafforzare la formazione delle persone in detenzione e il lavoro penitenziario, un settore su cui sto investendo tantissime energie.

Posso comunque anticipare che stiamo partendo con importanti progetti sul versante produttivo che riguarderanno il carcere di Sulmona e la casa lavoro di Vasto, mentre la Regione si è già resa disponibile ad investire sul piano della formazione. Basta guardare ai dati sulla recidiva per comprendere quanto questi interventi siano importanti per la sicurezza delle nostre comunità: nei detenuti che hanno usufruito di opportunità formative, di lavoro e di misure alternative la reiterazione di reati oscilla tra l’11 e il 18% delle possibilità, mentre tra quelli che espiano fino all’ultimo giorno di carcere, senza beneficiare di alcuna forma di trattamento, la percentuale sfiora il 70%. Sono dati che credo parlino da soli”.

Tribunali abruzzesi e i processi lenti.

“La situazione è che i tribunali già individuati per la soppressione entro il 2018 resteranno invece operativi sino al 2020, grazie a un lungo lavoro di mediazione politica che mi ha visto coinvolta in prima linea e che credo di poter annoverare tra i risultati positivi della mia esperienza al governo. La mia posizione su questo è ormai nota: spero che questo tempo ulteriore ci dia la possibilità di formulare una proposta sensata e perciò accettabile che riguardi, ad esempio, la sopravvivenza di due tribunali su quattro. Da abruzzese dico anche che sarebbe bellissimo conservarli tutti, ma dobbiamo restare con i piedi per terra. Per quanto riguarda la lentezza dei processi, che è un problema nazionale e non solo della nostra Regione, ritengo che il Ministero della Giustizia stia mettendo in campo ogni possibile strategia utile, dalla digitalizzazione dei processi e delle procedure immobiliari al rafforzamento degli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie e all’assunzione di nativi digitali.

Siamo finalmente scesi sotto i mille giorni di durata dei processi ordinari (ovviamente per i riti sommari la durata è notevolmente inferiore) e ulteriori progressi sono dietro l’angolo. Stiamo per immettere nelle cancellerie circa 2mila lavoratori neo-assunti: è un’operazione essenziale perché molta della lungaggine che ci appesantisce, anche nel rapporto Doing Business, è dovuta alle difficoltà nella gestione degli adempimenti amministrativi. Sono anche in fase di svolgimento concorsi per l’assunzione di un migliaio di magistrati”.

Sottosegretario, in conclusione lasciamo campo libero per dire ciò che vuole.

“La mia speranza è che l’esperienza politica torni ad essere considerata ed apprezzata come una forma di servizio alla comunità e non come un ostacolo. Una società democratica non può fare a meno degli strumenti di rappresentanza e una collettività che vive nella pace sociale non dev’essere costretta a vivere nel sospetto che i suoi rappresentanti le siano nemici. Tengo tantissimo alla formazione politica dei giovani e all’ascolto delle persone che mi contattano, perché sono convinta che esista un modo limpido e costruttivo di vivere e comunicare l’impegno politico”.

 

 

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