“Uomini diventati briganti”, presentato il libro di Fanciulli

Lupi e Briganti

Una giornata dai toni particolari, in un luogo che rappresenta la vera storia e che torna a parlare di storia, quella trascorsa alcuni giorni fa al convento di San Paterniano di Collecorvino. Un evento dal titolo Lupi e Briganti: paesaggi, storie e meraviglie… patrocinato dal Comune di Collecorvino.

A fare da sfondo all’evento alcune delle opere di Antonio Palmieri o meglio noto come “Mastro Tonino”, l’ultimo dei fusai di Pretoro colui che ha fatto del lavoro la sua vita, un uomo schivo secondo i più, che però ieri ha incantato i presenti con un racconto della sua vita, dei sacrifici fatti, delle sofferenze vissute sulla propria pelle.

L’artigiano è noto per avere creato delle vere e proprie opere d’arte con il legno che hanno stupito anche i più curiosi presso l’Expò 2015 di Milano; fenomenali i tempi di realizzazione rapidissimi, lasciano senza parole, poi, la resa minuziosa ed eccezionale. Numerosissime sono le opere realizzate dall’artigiano che diverranno dei “veri e propri” pezzi da museo, e proprio lui che, come ha confessato, non ama il mare ma ama la montagna ha ricevuto una targa dall’amministrazione di Collecorvino in onore di quella passione e di quella voglia di realizzare che lo hanno sempre caratterizzato.Mastro Tonino Opera

D’accordo anche lui con il sindaco Zaffiri sul fatto che “bisogna aiutare i giovani a non perdere di vista le tradizioni e la voglia di imparare, solo in questo eviteremo di perdere il nostro passato”. In realtà il maestro ha voluto stupire di nuovo, portando anch’egli doni realizzati con le proprie mani in tempi record proprio per l’occasione.

A dare rilievo all’appuntamento, il libro di Fabrizio Fanciulli, Chi vive? Uomini diventati briganti, un progetto in cui è stato coadiuvato da Stefania Proietto, autrice della mostra video fotografica (omonima) che ieri ha dato delucidazioni in particolare su quelle immagini forti ma anche esaustive.

Mastro Tonino

Mastro Tonino

Ad offrire “lezioni di montagna” invece, Maurizio Fanciulli, guida di media montagna che ha dato spazio alle meraviglie della Majella: lupi, panorami da brivido e naturalmente i bellissimi eremi d’Abruzzo, sono stati al centro di una discussione interessante integrata da video ed immagini girati ad alta quota. Mastro Tonino ha fatto una promessa: realizzerà il Convento di San Paterniano in legno con le sue magiche mani ormai stanche per Collecorvino, ma di sicuro a Collecorvino i ricordi ed i racconti di un uomo che ha lavorato una vita intera rimarranno nel cuore, ed ora ne custodisce gelosamente i simboli.

La nascita del libro. Parola a Fabrizio Fanciulli

“Sono un appassionato di montagna – spiega Fanciulli in un’intervista di qualche tempo fa a proposito del libro – e ho mosso i primi passi sulla Majella da piccolo insieme a mio nonno quando mi portava a raccogliere funghi. Lui mi raccontava sempre di storie accadute in montagna; ricordo che quando mi allontanavo esclamava la tipica frase dialettale: Mo cal li brigant!, per farmi spaventare. Questa frase l’ho impressa nella mia mente per molto tempo, soprattutto dopo la sua morte, quando erano cessati i racconti sui briganti. Cosicché tempo dopo sono andato all’Archivio di Stato di Chieti a documentarmi, volevo capire se quelle storie erano vere o solo frutto di una fantasia. Così è nata l’idea e l’inizio del libro. Il brigantaggio? Mi sono fatto una nuova idea del fenomeno. A scuola, sui libri ci insegnano cose generiche che dicono ‘tutto e niente’. Documentandomi  – conclude Fanciulli – mi sono reso conto, invece, che il Risorgimento era un periodo importante e tutt’oggi ancora poco conosciuto e molto nascosto, anche quello che comprende l’unità d’Italia. Questi uomini erano stati etichettati con il termine briganti come ‘banditi’, invece, erano solo contadini che, unendosi in gruppi, si sono opposti allo Stato. E’ un po’ quello che oggi non siamo capaci di fare noi”.

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