Discarica di Bussi, dieci condanne in appello

Discarica di Bussi, dieci condanne in appelloDiscarica di Bussi, dieci condanne in appello

Discarica di Bussi sul Tirino: dieci condanne in appello e risarcimento di 3.7 milioni di euro per avvelenamento colposo.

Il 19 dicembre 2014 la Corte d’Assise di Chieti, in primo grado, aveva assolto i 19 tecnici e dirigenti della Montedison imputati di disastro ambientale e avvelenamento delle acque.

Adesso la Corte d’Appello de L’Aquila ha ribaltato il verdetto riconoscendo il reato di avvelenamento colposo, condannando dieci dei 18 imputati e riconoscendo aggravanti in merito al reato di disastro colposo che hanno di fatto interrotto la prescrizione: sono così scattate le dieci condanne. I giudici hanno stabilito, inoltre, il risarcimento di 3.7 milioni di euro.

Condannati a 3 anni di reclusione per il reato di disastro colposo aggravato Maurilio Agugia, Carlo Cogliati, Leonardo Capogrosso e Salvatore Boncoraglio. Due anni per Nicola Sabatini, Domenico Alleva, Nazzareno Santini, Luigi Guarracino, Carlo Vassallo e Giancarlo Morelli. Di fatto sono condanne condonate perché i fatti sono tutti antecedenti al 2 maggio 2006.

Assolto Guido Angiolini, ex amministratore Montedison dal 2001 al 2003, perché il fatto non sussiste.

Il Sottosegretario d’Abruzzo Mario Mazzocca e l’Assessore alla Sanità Silvio Paolucci, a nome di tutta la Giunta Regionale, hanno espresso grande soddisfazione per l’esito dell’appello: “Crediamo sia stato svolto un eccellente lavoro: avremo cura del prosieguo delle iniziative giudiziali ed amministrative che potranno portare risultati concreti per il nostro territorio”.

La decisione, oltre a riconoscere la responsabilità penale per il disastro nella forma colposa aggravata e la sussistenza dell’avvelenamento delle acque nella forma pure colposa, condanna gli imputati al risarcimento del danno ed al ripristino ambientale.

La Regione era costituita parte civile ed appellante, rappresentata dall’avvocatura dello Stato, presente in giudizio con l’avv. Cristina Gerardis, anche direttrice generale dell’ente, e con l’avv. Generoso Di Leo, dell’Avvocatura Distrettuale dell’Aquila.

La sola provvisionale, su una richiesta risarcitoria di mezzo miliardo di euro, è nell’immediato di 500.000 euro. Risorse che, una volta ottenute mediante l’azione civile, potranno essere utilizzate a vantaggio del territorio regionale, certamente nel settore della salute dei cittadini, danneggiata dalle condotte di reato accertate nel processo.

 

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