Tempo di bilanci, Alessandrini: “Cinque milioni di euro persi a causa del centrodestra”

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Il sindaco Marco Alessandrini, con Giunta e consiglieri di maggioranza ha commentato la mancata approvazione del bilancio nella seduta di Consiglio comunale.

“A causa di una politica di bassa bottega, l’Amministrazione ha perso 5 milioni di euro e l’opportunità di rispondere alle istanze che l’opposizione stessa proponeva – così il sindaco Marco Alessandrini – Approvando il bilancio entro la scadenza di ieri avremmo avuto risorse proprio per la manutenzione delle strade martoriate dal maltempo; per quella delle scuole, nostra priorità e  tanto invocata anche dall’opposizione e per avviare manutenzioni tese ad evitare gli allagamenti e i danni ad attività economiche e private, oltre che attività di prevenzione degli stessi.

Oggi invece Pescara ha subito un danno e noi valuteremo ogni azione possibile a tutela della città: per “dispetto”, non troviamo altra definizione di ciò che è andato in onda, perdiamo una capacità di spesa che si sarebbe potuta utilizzare proprio per la difesa del territorio, in un momento in cui la comunità, l’opinione pubblica e la politica stessa fanno appelli al senso di responsabilità. Oggi usciamo ancora più segnati da un gennaio già terribile per i lutti e a fronte di una prima stima dei danni subiti a Pescara fra allagamenti, strade, frane, interventi per il maltempo, pari a 1.123.783 euro e a un fabbisogno manutentivo per scuole ed edifici che abbiamo controllato e stimato a 1.534.000 euro per le verifiche di vulnerabilità e 199 milioni per interventi di miglioramento antisismico. E’ doveroso far sapere a cosa si è detto no ieri in Consiglio, perché qualcuno vi dirà che è falso.

Il meccanismo. L’art. 467 della legge di bilancio 2017 prevede che “le risorse accantonate nel fondo pluriennale di spesa dell’esercizio 2015……possono essere conservate nel fondo pluriennale vincolato di spesa dell’esercizio 2016……a condizione che il bilancio di previsione 2017 – 2019 sia approvato entro il 31 gennaio 2017”. In sostanza veniva riconosciuta una premialità ai Comuni virtuosi, consistente nell’aumentare la capacità di spesa dell’Ente, rispetto al saldo previsto nel “pareggio di bilancio”, di circa 5 milioni di euro. Non si tratta di fanta-amministrazione come qualcuno sta cercando di far credere e di certo sosterrà: lo spazio finanziario concesso è condizione necessaria e sufficiente per poter poi effettuare la spesa.  Ma questa possibilità è sfumata e questa situazione avrà concrete ripercussioni sulla città in termini di minori servizi. C’entra quello che è successo ieri in una Sala Consiliare che ha dato una brutta prova per l’approvazione dell’atto più importante di un’Amministrazione qual è il bilancio, prima con gli emendamenti inutili e poi togliendo alla comunità la possibilità di avere servizi e risposte”.

“In tutte le sedi, a partire dalla conferenza dei capigruppo abbiamo manifestato questa possibilità e chiesto la disponibilità all’opposizione – aggiunge l’assessore al Bilancio Giuliano Diodati – ci siamo aperti anche sul numero dei giorni da concedere loro per consentire gli emendamenti e ci è stata negata ogni possibilità, hanno voluto invece il rispetto dei termini, una pratica superata dalla prassi usuale. Dal 10 gennaio, poi, a Pescara e in Abruzzo qualcosa è cambiato, non si può non considerarlo, infatti abbiamo chiesto di cominciare i consigli già dal 22/23 gennaio, ma l’opposizione ci ha negato anche questo. Avremmo lo stesso rispettato le date se non fossimo stati presi per i fondelli da loro, perché così è stato, prima si sono nascosti dietro l’ostruzionismo della lista Teodoro, una volta venuto meno questo è venuta fuori la vera anima dell’opposizione, che ha fatto perdere questo treno non all’Amministrazione che il bilancio lo approverà comunque nei tempi di legge, quanto alla città, perché avremmo potuto dare risposte nel di breve tempo a istanze a cui si dicevano interessati. Così non è, a perdere sono anche loro, per il cattivo esempio dato, ma è soprattutto la città”.

“Se è vero che l’opposizione è stata sempre dura, toccando anche toni beceri, in temi finanziari – aggiunge il capogruppo Pd Marco Presutti – fino a ieri aveva dimostrato una certa elasticità, penso al predisse sto e a parte non aver votato il proprio consuntivo che abbiamo approvato noi appena insediati. Ieri la cesura c’è stata, l’intesa l’avevamo fatta, siamo stati noi per primi a invocarla per gli eventi di gennaio e per le drammatiche condizioni della città, che ci hanno portato a spostare risorse sulla manutenzione. Per dieci giorni c’è stata un’interlocuzione sui diversi punti, ma non erano ultimatum su cui trovare un’intesa. Lo sono diventati ieri sul tardi, per cui o recepivamo tutti i punti i 12 che avevano indicato anche in una lettera al sindaco o niente: dovevano ottenere l’elemento ideologico richiesto, che non si realizzasse l’intervento sul mercatino”.

“C’è molta amarezza, perché il loro senso di responsabilità, che peraltro ci veniva invocato, si è ritorto contro la città che dicono di rappresentare – conclude il consigliere Sel Ivano Martelli – Da parte nostra questo senso di responsabilità c’è stato, in tutte le fasi di una trattativa portata avanti fino allo stremo, ma non da parte loro, che sapevano sin dall’inizio che non ci sarebbe stata alcuna trattativa. Ci dispiace perché a pagare saranno i cittadini pescaresi. Avremmo avuto delle risorse per fare un lavoro pregevole e per dare respiro ad una comunità che a gennaio ha vissuto tragedie grandi e grandi disagi. In un momento così difficile, una mancanza di responsabilità tale da parte di una forza politica è ancora più amara e triste e ci rende tutti più poveri come classe politica, perché ci siamo impegnati, invece dall’altra parte non c’è stata questa stessa visione, ma una minoranza che ha ancora una volta messo in luce la sua natura”.

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