Grazie Roberto, folla commossa ai funerali di Del Rosso

L'ingresso del feretro in chiesaL'ingresso del feretro in chiesa

Grazie Roberto. Una folla attonita e commossa ha dato l’addio ieri pomeriggio presso la Cattedrale di San Cetteo, al titolare dell’Hotel Rigopiano, colpito lo scorso 18 gennaio da una slavina che ha causato 29 vittime.

Alle esequie celebrate da Don Francesco Santuccione, parroco di San Cetteo sono intervenuti: il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, il vice sindaco Del Vecchio, il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, la deputata Vittoria D’Incecco.

Nelle prime file presenti anche i ragazzi della squadra di calcio Cantera Adriatica di Pescara, nella quale milita uno dei due figli di Del Rosso; presente la moglie Emira, con i due figlio di 8 e 15 anni, i familiari e gli amici più cari.  Presenti anche i gonfaloni dei Comuni di Pescara e Farindola. Ai funerali di Roberto Del Rosso, era presente anche il cantante Gianluca Ginoble, del trio del Volo, il cantante rosetano durante la santa Messa ha intonato durante l’offertorio il canto dell’Ave Maria; attimi di commozione in una chiesa gremita sia dentro che fuori.

Ad inizio della funzione funebre, sono state lette alcune testimonianze da parte di chi ha conosciuto Roberto sin dall’infanzia. Un’amica di Roberto l’ha ricordato così:

“Hai sempre amato Rigopiano e quell’hotel è stato il tuo modo per far conoscere le bellezze della tua terra.  Hai offerto delle opportunità a tante persone e pensare che quel luogo incantato sia scomparso sotto un cumulo di macerie sembra impossibile. Forse adesso sei lì, a Rigopiano, dove volevi essere, ma a noi mancherai tantissimo”.

Il secondo ricordo è stato quello del presidente della Pescara Calcio, Daniele Sebastiani: “ Caro Roberto, ricordo ancora di quella volta che ci incontrammo perché volevi parlarmi di un tuo progetto. Eri pieno d’entusiasmo e mi hai conquistato per la tua schiettezza e trasparenza. Rimasi subito sorpreso dalla magnificenza delle tue idee ed un po’ spiazzato dall’incredibile maestosità della struttura che stavi realizzando. Forse mi sembrava qualcosa di eccessivamente bello per un posto così difficile da raggiungere, e allo stesso tempo la tranquillità di quel posto che rendeva il tutto magico.
Qualcosa a livello empatico mi diceva che ce l’avresti fatta. Ho fatto il tifo per te così come tu l’hai sempre fatto per il Pescara. Ho vissuto tutti i tuoi momenti più drammatici con la speranza che prima o poi potessi goderti i meritati successi. Ho gioito nel sapere che il Resort ora andava a gonfie vele.
Hai dato lavoro ad una comunità, hai dato speranza ai giovani del posto senza che questi, dovessero allontanarsi dalle loro famiglie e dai loro affetti per lavorare. Hai riunito tutte le aziende fornitrici della zona ed hai organizzato dei momenti conviviali che unissero gli imprenditori dei paesi limitrofi.

In una società in cui ciascuno pensa solo al proprio tornaconto, sei stato un esempio per migliorare il benessere della collettività. A proposito di benessere, hai realizzato il non plus ultra del relax in posto in cui sarebbe stato difficile per chiunque ottenere risultati economici positivi. Tu ce l’hai fatta!
Tutti i miei ragazzi a partire dall’allenatore per finire al magazziniere, hanno apprezzato l’invito che ci hai fatto il 24 ottobre. Abbiamo vissuto con trepidazione e speranza le ore successive alla disgrazia, la speranza di poterti riabbracciare vivo insieme a tutti coloro che sono capitati in questa tragedia.
Sono profondamente addolorato per quello che è accaduto e sono vicino alla tua famiglia e a quella di tutte le povere vittime di Rigopiano. Prego per i tuoi figli Davide e Stefano e i bambini che si sono salvati. Prego affinché possano crescere coltivando i loro sogni e poterli realizzare così come tu hai fatto con il tuo. Sono sicuro che da lassù saprai proteggere tutti i tuoi familiari. Riposa in pace amico mio!”

Poi c’è stato il ricordo del sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta che ha rappresentato l’intera comunità di Farindola: “Grazie per tutto quello che hai fatto per Farindola, per averci fatto sognare e per aver realizzato un paradiso di cui tutti a Farindola erano partecipi”.

L’ultimo ricordo da parte del fratello di Roberto, Pasqualino ha detto: “Eri un uomo irrequieto, cocciuto, folle. Un uomo capace e spericolato. Uomo, amico, fratello, riposa in pace”.

Durante l’omelia Don Francesco Santuccione ha dichiarato: «Abbiamo vissuto giorni veramente drammatici, ogni volta abbiamo sperato che qualcuno fosse vivo e pensavamo che ce l’avesse fatta anche Roberto, ma così non è stato. Non ci aspettavamo questo dramma intorno a noi – ha proseguito il sacerdote -, non pensavamo che Roberto ci potesse lasciare in questo modo così terribile, inaspettato, folgorante. Anche in questi drammi – ha proseguito il sacerdote – c’è la presenza di Dio, perché lui pur invisibile c’è sempre e bisogna essere preparati perché può arrivare in qualsiasi momento.  Roberto è stato scout nella chiesa di San Cetteo – ha detto il sacerdote -. Adesso sarà in cammino verso i monti del cielo, dove non ci sono slavine”.  Al termine della messa, il feretro è stato preceduto da una corona del presidente della Repubblica, dove fuori è stato accolto da un lungo applauso.

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