Federica Pento: la musica nel sangue

Federica PentoFederica Pento

Federica Pento è la giovanissima promessa ab­ruzzese del nostro panorama pop. Nata a Popoli vent’anni fa, vanta già importanti esperienze in Italia (finalista 2016 al Cantagiro e vincitrice del premio della critica “2righe”) e all’estero (la vittoria al festival dello Yerevan in Armenia nel 2014).

Da poco è uscito Lunin­canto, il suo primo singolo, scritto da Gian­luca Sole, piacevole mix del classico bel canto all’italiana con istanze pop più mo­derne, accompagnato da un suggestivo videoclip girato alle terme di Satur­nia. Pe­scara Pescara l’ha incon­trata per voi.

Federica, com’è nata la tua passione per la musica?
“Mio cugino è Alessan­dro Pento, un tenore di fa­ma mondiale, così per me è stato naturale avvicinarmi a questo mondo. Ho iniziato a 13 anni studiando proprio nella sua scuola”.

Ascoltando il tuo singolo ho apprezzato la chiave pop sognante con cui proponi un modo classico di cantare. Quali sono i tuoi riferimenti principali?
“Ho dei gusti abbastanza retrò, tra i mostri sacri ap­prezzo molto Mina e Mas­simo Ranieri, mentre tra i contemporanei amo Gior­gia e soprattutto Elisa; ma forse il mio riferimento più importante è Lara Fabian”.

Raccontaci qualcosa del­la tua esperienza in Ar­me­nia.
“Tutto è nato nel 2014, quando ho vinto il Festival Internazionale di canto a Chieti; il giudice armeno rimase colpito dalla mia voce e mi volle nel festival del suo paese, che vinsi lo stesso anno”.

Com’è vista la musica italiana in un paese così lontano?
“Benissimo! La nostra tradizione è molto ammirata, anche più che in Italia stessa. Sono stata trattata come una vera star!”.

Dopo Lunincanto cosa bolle in pentola?
“Sto lavorando al primo album, faremo uscire un singolo ogni quattro mesi e i pezzi andranno così a comporre il mio LP”.

Quali sono i tuoi sogni professionali?
“Vivo quest’avventura molto alla giornata, ma se devo sognare mi piacerebbe aprire i concerti di Elisa e un giorno cimentarmi nel musical. Impazzisco per quelli della Disney, La bella e la bestia in primis”.

Altre ambizioni?
“Nel mio paese, Scafa, insegno musica ai bambini dai 3 ai 6 anni in una scuola propedeutica musicale. Mi piace moltissimo, tanto che, finiti gli studi in scienze sociali, mi piacerebbe dedicarmi alla musicoterapia”.

Che bella cosa! Federi­ca, rimane lo spazio per i nostri auguri per la tua carriera e se vuoi, per dire qualcosa che ti sta a cuore.
“Vorrei assolutamente ringraziare la SPC Sound, mio cugino Alessandro, il Maestro Gianluca Sole e Stefano Cesaroni, che ha di­retto il video di Lunin­canto”.

Articolo offerto da:

Archidea

Be the first to comment on "Federica Pento: la musica nel sangue"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*