Il presepe vivente del Manthonè a Pescara del Tronto

Conferenza stampa di presentazioneConferenza stampa di presentazione

Il consueto appuntamento con il presepe vivente degli studenti del Manthonè di Pescara, quest’anno si svolgerà a Pescara del Tronto, per suggellare l’adozione della piccola frazione di Arquata del Tronto drammaticamente colpita dal sisma.

La sacra rappresentazione che da sempre rappresenta un momento di riflessione sul piano etico, storico e religioso, ha quest’anno, dunque, un valore e un obiettivo ancora più importanti: quello della solidarietà e della condivisione. L’evento, che si svolgerà lunedì 19 dicembre alle 16,45, è stato patrocinato dalla Regione Abruzzo e nasce in sintonia con il Comune di Arquata e la località di Pescara del Tronto; i dettagli sono stati illustrati dall’assessore alle Tradizioni Cittadine Paola Marchegiani, dalla dirigente scolastica dell’istituto Aterno Manthonè Antonella Sanvitale, dalla regista e curatrice della Natività Franca Minnucci, dal presidente del Cda della Fondazione Genti d’Abruzzo Roberto Marzetti e da due degli artisti coinvolti.

“Questo evento raccoglie la solidarietà della cittadinanza, dei ragazzi dell’istituto Aterno Manthoné e anche degli artisti che saranno con noi lunedì 19 dicembre a Pescara del Tronto – esordisce l’assessora Paola Marchegiani – Ringrazio tutti, iniziando dalla gente di Pescara del Tronto e Arquata che ci ha accolto e ha costruito con noi questo evento con affetto e delicatezza. Ringrazio anche gli artisti che si esibiranno con i ragazzi, il maestro D’Ambra e la soprano Aleksandra Lazic Labarile, il presidente della Fondazione Genti d’Abruzzo per l’asta benefica il cui ricavato andrà a Pescara Del Tronto e Amatrice, la Carispes Club che sostiene l’iniziativa del presepe. Quando la preside Antonella Sanvitale ci ha proposto questa iniziativa ho subito accordato il pieno appoggio del Comune. Come assessore alle Tradizioni Cittadine, ho sposato questa iniziativa perché oltre al senso della rinascita è solo la luce della fede che potrà dare maggior forza a questi nostri fratelli che a causa del terremoto hanno perso tutto. Il presepe sarà una presenza simbolica, ma il Comune di Pescara parteciperà concretamente alla ricostruzione di un centro di aggregazione, un luogo da cui far ripartire la socialità e compiere nuovi passi. La sensazione avuta andando sulle macerie di Pescara del Tronto è stata quella di visitare un non luogo, per questo siamo davvero onorati e felici di poter contribuire fattivamente alla ripresa della vita, della ricostruzione e della rinascita da parte di chi resterà sul territorio”.

“Per noi, il presepe vivente è una tradizione, abbiamo sempre posto la natività accogliendo tutti, è sempre stato un presepe dell’inclusione e dell’amore, del Cristo che abbraccia e ricostituisce – spiega Antonella Sanvitale, dirigente dell’Its – E’ cultura, per questo la scuola lo promuove. Vogliamo accompagnare i ragazzi all’abbraccio di tutta la realtà. La prima idea era quella di portare qui una delegazione di Pescara del Tronto, ma incontrandoli ho capito che dovevamo fare il contrario, perché lì sono impegnati nella ricostruzione dell’umano a cui vogliamo e dobbiamo partecipare. Così partiremo con gli autobus, perché avvicinarci a loro forma i ragazzi alla solidarietà e all’amore ed è utile ad ognuno di noi. Con molto onore sono stata appoggiata dal Comune di Pescara e da tutte le altre realtà che ci accompagneranno in questo viaggio. Porteremo un evento, ma anche un contributo nato dalla libera offerta fatta dai ragazzi stessi da destinare a Pescara del Tronto”.

“Da 21 anni mi occupo di porre una riflessione sulla natività – così la regista Franca Minnucci – Prima di tutto questo c’è un grande approfondimento e una riflessione profonda sull’attualità. Sono felice che questa decisione sia stata accolta dall’assessorato alle Tradizioni Cittadine e mi auguro che il presepe inteso in tal modo diventi una tradizione, perché questa è la nostra storia. Abbiamo insieme a noi tantissimi personaggi. Sono oltre 50 figuranti: ci saranno i ragazzi che prenderanno un masso di macerie e costruiranno la capanna, la ricostruzione simbolo di rinascita nel luogo dove hanno perso la vita bambini e adolescenti; ci saranno dei Re Magi speciali, il sindaco Marco Alessandrini e il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, perché le istituzioni saranno un aiuto alla rinascita; ci sarà il mondo della scuola con il terzo Re Mago Massimiliano Nardocci, il dirigente alla formazione dell’Ufficio scolastico regionale. Ci sarà, infine, Gesù Bambino che sarà un piccolo nato lì che sarà simbolo e testimone della rinascita. L’ambientazione è ai piedi del paese, dove nasceranno antiche botteghe da cui offriremo anche polenta e vino, grazie alla solidarietà di tanti sostenitori e dove porteremo persino un gregge, dal teramano, perché le pecore di Arquata sono bloccate a monte, dalle macerie”.

“La natività avrà luogo in una zona industriale ai piedi del paese – aggiunge Vinicio Paradisi  dell’associazione Pescara del Tronto – Lì  doveva svilupparsi un nucleo industriale, ora verrà utilizzato come ubicazione delle casette provvisorie per chi è rimasto senza, ci sarà anche una chiesa donataci dalla chiesa di Ascoli. C’è già un container che ora è vuoto, da riempire di attrezzature e attività. Quello è l’unico posto dove possiamo riunirci e stare insieme: a Pescara del Tronto non c’è più una piazza, una strada e questa iniziativa è importantissima e l’apprezziamo e siamo riconoscenti per questo pensiero e per quello che riusciremo a ricostruire insieme”.  “Ci piace associare la natività con la rinascita di una comunità – aggiunge Francesco De Sanctis altro membro dell’associazione – perché è anche l’obiettivo fondante della nostra associazione, per poter tornare domani in quei luoghi e ricominciare con la comunità che non si è sfaldata”.

“La rinascita prevede un trapasso che noi abbiamo vissuto con la devastazione del nostro Comune – così  Leonardo Gabrielli, consigliere comunale di Arquata – A Pescara del Tronto si sono concentrate  le morti, 49 persone hanno perso la vita, alcuni vi erano andati per la prima volta. Pescara del Tronto è il simbolo di questo terremoto anche per noi di Arquata. Ripartire dalla nostra Pescara è un atto simbolico; è una delle frazioni che non riusciremo a ricostruire dove si trovava, perché la struttura del terreno non consentirà la ricostruzione nel luogo, ma questi eventi e, in particolare, questa Natività che si innesta in un momento così emozionante qual è il Natale, può essere un giorno di riunione anche per i cittadini di Pescara del Tronto che sono divisi e che arriveranno anche da Roma. Abbiamo scelto di destinare a un centro di aggregazione le risorse perché è per noi un’esigenza. Le strutture abitative di emergenza permettono alle persone di non vivere in modo individuale questo momento e di diluire quel dolore, di riprenderci. La solidarietà del mondo associativo ci darà una mano viva che apprezziamo e ricambieremo al meglio”.

 

Articolo offerto da:

Bar Roberto

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