Restaurata l’opera di Pietro Cascella

Scene della Campagna d'Africa

Basilio, Michele, Tommaso e Pietro di nome, Cascella di cognome. Sono solo alcuni dei membri di una delle famiglie che hanno segnato la storia artistica di Pescara.

Una storia che aggiunge un tassello importante grazie al restauro di un’opera di Pietro Cascella, figlio di Tommaso, dal titolo Scene della campagna d’Africa risalente alla seconda metà del ‘900 e tornata a splendere anche grazie all’infaticabile lavoro del Fai.

La presentazione del restauro non poteva non avvenire in quella che era casa e bottega della famiglia divenuta museo civico Basilio Cascella a Pescara e ha visto la partecipazione di Anna Rita Severini responsabile Servizio attività culturali e turistiche, Paola Marchegiani assessore comunale alle Tradizioni cittadine, Rosaria Morra capo delegazione Fai Pescara, Maria Gatta funzionario Abap Abruzzo, Giovanni Paolo Maria De Cerchio storico dell’arte Fai Pescara e Valentina Muzii restauratrice.

Paola Marchegiani: “E’ un’opera meravigliosa quella del Fai in Abruzzo e in Italia. Per noi pescaresi, il restauro dell’opera aggiunge un tassello importante sulla vita artistica del grande scultore italiano quale fu Pietro Cascella e lo ritengo un passaggio importante per il recupero che pian piano stiamo facendo della gloriosa storia di Pescara, dell’impegno che l’amministrazione comunale sta mettendo per ridare linfa al suo passato. In merito al museo Cascella, posso dire che presto realizzeremo una nuova illuminazione esterna che effettivamente è un po’ carente”.

Rosaria Morra: “Noi del Fai abbiamo come obiettivo quello di recuperare le bellezze del territorio e, per far ciò, ci inventiamo di tutto come la Fai Marathon: un successo clamoroso che ha permesso a tanti di conoscere aspetti nascosti di Pescara”.

Maria Gatta: “L’opera restaurata, appartiene al periodo giovanile di Pietro Cascella e rappresenta un bozzetto di un qualcosa di più grande. L’abbiamo ritrovato nel soppalco del museo in condizioni davvero pessime anche a causa dell’attacco di insetti e consta di due pannelli affiancati, dove il dipinto su carta è stato accostato, che raccontano un’unica storia, hanno un filo un unico filo conduttore”.

Valentina Muzii: “L’opera  di Pietro Cascella è tempera a gessetti su carta applicata su tavola. Una tecnica articolata e insolita visto il periodo di riferimento. Anche se, gli anni dal 40 al 60 del ‘900, sono stati caratterizzati da una spinta alla sperimentazione da parte degli artisti dell’epoca. Ecco, questa ricerca di tecniche nuove, è uno dei motivi del degrado in cui spesso ritroviamo le opere di quegli anni: l’abbandono delle tradizionali tecniche verso modalità più innovative, ha portato all’uso di materiali scadenti che, negli anni, ha ridotto in pessime condizioni le opere”.

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