Vacanze alle porte, le regole del buon campeggio

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di MARINA MORETTI

In vacanza portiamoci il buon senso. Poche semplici regole per il campeggio libero.

La casa non è solo roba da umani, pure alcuni rappresentanti del regno animale hanno a che fare con le quattro mura: c’è chi se le carica sulle spalle, praticamente un mutuo a vita, e chi occupa quelle lasciate libere dai proprietari senza nemmeno pagargli l’affitto. Chiocciole, testuggini, paguri e altre bestiole si regolano secondo natura, in vacanza come nella vita. Per gli umani portarsi dietro pareti e mobilio sarebbe impossibile, tuttavia esistono altre opzioni praticate da anni e che oggi vivono un’interessante riscoperta. Camper, tenda, caravan e roulotte – case itineranti – rappresentano un modo di viaggiare diverso, più libero, che consente un maggior contatto con la natura e azzera il rischio di overbooking. L’Abruzzo offre parecchie possibilità, anche se non tutte le province risultano ben attrezzate. L’annosa questione del camping a Pescara è rimasta tale, cioè irrisolta, tuttavia spostandosi di pochi chilometri, sia sulla costa teatina che su quella teramana, o nell’interno verso i monti, le strutture ci sono e generalmente sono accoglienti. E persino i campeggiatori più estremi, quelli che aborrono i villaggi vacanze e gli spazi delimitati, hanno qualche chance per visitare il nostro territorio. In Italia non esiste una norma generale per il campeggio libero temporaneo, quindi la regolamentazione è affidata alle singole Regioni, alle amministrazioni locali o agli enti parco: sono loro a stabilire se, come e dove ci si può accampare. Va specificato che per campeggio libero si intende il montaggio di strutture tendate, mantenute stabili oltre le 48 ore o comunque nelle ore diurne.

Molti Comuni specificano che campeggio o bivacco sono possibili previa richiesta o notifica all’ufficio del sindaco, mentre i parchi naturali chiariscono che si può pernottare all’aperto ad esclusione delle zone di tutela speciale. Per salvaguardare l’ambiente e prevenire incendi e deturpamenti vengono indicate apposite aree di sosta nelle quali occorre garantire il rispetto delle norme igienico-sanitarie e l’osservanza di tutte le prescrizioni contenute nell’autorizzazione. La sistemazione di tende e simili nei terreni privati, tipo casa di amici o parenti, è lecita per tutto il tempo che si desidera, sempre che i suddetti non si stufino di ritrovarsi in giardino un accampamento indiano. Prima di avventurarsi in un campeggio libero temporaneo (cioè a fini turistici o di escursionismo) è bene sapere se il luogo di destinazione lo preveda e quali siano le norme da osservare nelle aree di sosta e pernottamento fuori dai camping appositamente attrezzati. Parliamo sempre di tende, amache o altra forma di bivacco temporaneo, per esempio sacco a pelo: caravan e affini non possono piazzarsi ovunque giri al conducente, ma hanno a disposizione spazi prestabiliti e adeguati alle esigenze e all’impatto ambientale proprio dei mezzi a motore.

Nel Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga, come in altre aree protette italiane, per poter campeggiare in una delle località consentite (ne sono molte, l’elenco è su www.gransassolagapark.it) è necessario richiedere l’apposita autorizzazione al Centro Servizi del Parco, indicando la durata del soggiorno e le persone previste. Nelle località in cui il Centro Servizi non è operativo, l’autorizzazione può venire rilasciata dal Comune competente per territorio, che provvede a darne comunicazione all’Ente Parco. Per ogni area di campeggio il Pnalm stabilisce preventivamente un numero massimo di presenze, sulla base delle caratteristiche del luogo, della vicinanza ai centri abitati, della disponibilità di acqua, della possibilità di smaltire i rifiuti. Naturalmente, i campeggiatori che soggiornano nelle aree tutelate sono tenuti al rigoroso rispetto dell’ambiente circostante, non devono danneggiare la vegetazione, introdurre o disperdere sostanze nocive o inquinanti, realizzare canali di scolo ai lati della tenda, accendere fuochi fuori dai siti appositamente attrezzati – in alcuni stazzi ci sono fornacelle a disposizione di tutti – o indicati dalle Guardie Forestali. Dopo tutto, per fare in modo che la nostra libertà non sconfini oltre il lecito bastano un po’ di buon senso e il rispetto di una regola antica ma sempre attuale: non fare in casa d’altri quello che non faresti in casa tua. Tanto più che la Natura è la casa di tutti, animali o uomini, presenti o futuri.

 

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