Diabete, ecco le ultime scoperte per contrastarlo a tavola

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Il diabete di tipo 2 aumenta con l’età e la dieta si rivela fondamentale quanto la terapia farmacologica, con l’apporto di tutti i nutrienti, è terapeutica e contribuisce a mantenere sotto controllo il livello di zucchero nel sangue.

I risultati di una recente ricerca sui diabetici, presentata all’ultimo congresso della società italiana di diabetologia (Sid), hanno rilevato che l’inversione delle portate dei pasti principali, cioè prima il secondo e dopo il primo, indica una riduzione significativa della glicemia e un miglioramento nei valori dell’emoglobina glicata, il parametro più importante per valutare il controllo metabolico. In pratica mangiare proteine e lipidi prima dei carboidrati aiuta a domare la glicemia evitando picchi dopo i pasti. Il test è stato effettuato su 17 pazienti affetti da diabete di tipo 2 per un totale di 4 settimane. Oltre a questa scoperta, resta confermata la dieta mediterranea, cardioprotettiva e anti infiammatoria, non a caso inserita dall’Unesco tra i Patrimoni culturali immateriali dell’umanità. Un’ attenzione particolare va riservata all’assunzione dei carboidrati, in un quantitativo non inferiore ai 130 e non superiore ai 300 g/giorno, che dovrebbero preferibilmente provenire da alimenti ricchi in carboidrati complessi e fibra alimentare, quali legumi, vegetali, cereali integrali e frutta. I ricercatori hanno inoltre provato che un antipasto costituito da proteine e grassi è in grado di ridurre l’innalzamento glicemico prodotto dalla successiva ingestione di carboidrati, cioè del primo piatto.

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