Le emozioni prima della grande vigilia con il Delfino

Il DelfinoIl Delfino

di Benedetto Gasbarro

Quando per il secondo anno consecutivo una squadra partecipa alla finale play off, si ha la netta dimostrazione di come a livello programmatico si è lavorato bene. Rivedere lo Stadio Adriatico-Giovanni Cornacchia gremito in ogni ordine di posto, con i biglietti polverizzati in sole ventiquattro ore per la gara che vale un’intera stagione, ha consentito ai presenti di vivere delle emozioni uniche.

Fin dalla mattina con il risveglio muscolare, svolto nella centralissima e gremita Piazza Salotto, in città si respirava un’aria diversa con un entusiasmo dilagante. Il resto è arrivato dal campo con un Pescara che ha avuto per tutto l’incontro il pallino del gioco. Nei novanta minuti, va affermato che, Fiorillo è stato uno spettatore non pagante. La chiave dell’incontro è stata l’espulsione di Scozzarella, autore di una autentica follia. Prima un fallo netto su Benali sanzionato con l’ammonizione e poi la reazione sconsiderata con il pallone scaraventato lontano, tale gesto non è passato inosservato all’ottimo direttore di gara, Pairetto di Nichelino. Dal quel momento si è notata tutta la maturità dell’undici di Massimo Oddo che non ha cercato la via del goal in maniera arrembante e sconsiderata, situazione che poteva lasciare spazio a pericolosi contropiedi, bensì ha usato la testa continuando il fraseggio cercando, così, le migliori soluzioni in avanti con i suoi giocatori di qualità. Rotto il ghiaccio ad inizio ripresa con Benali il raddoppio è stato realizzato dal solito Lapadula al suo trentesimo goal stagionale.

Non ci sono più parole per descrivere questo calciatore inspiegabilmente ancora impiegato nella serie cadetta senza che nessun addetto ai lavori fino adesso lo ha lanciato nel calcio d’élite. Alla vigilia in molti avrebbero firmato per questo risultato. Qualcuno sostiene che giocare tutto quel tempo in superiorità numerica doveva indurre i biancazzurri a chiudere definitivamente la pratica raggiungendo un risultato più ampio. Non ci iscriviamo a questo partito. Si è pur sempre disputata una finale di play off e ciò vuol dire che l’avversario ha delle qualità e di non poco conto. Proprio a Pescara si è interrotta la lunga serie positiva durata ben diciotto gare. Questo dato la dice lunga sul valore del Trapani. D’altro canto come non citare l’artefice di questa cavalcata, quel Massimo Oddo, che già lo scorso finale di stagione aveva dimostrato alla piazza pescarese che di calcio ne capisce ma soprattutto ha nel suo carattere quella sana presunzione tanto cara al popolo biancazzurro. Ed ecco che per l’intero campionato, la qualità del gioco è stata ottima. Anche nella serie negativa l’unica crisi è stata quella di risultati. A dimostrazione di ciò bisogna sottolineare come la piazza di Pescara notoriamente conosciuta come mangia allenatori ha visto scomparire dal vocabolario le parole dimissioni e esonero.

Non più di qualche settimana fa l’ex Sarri, ora al Napoli, ha dichiarato che Pescara è una piazza che capisce di calcio. Quanto accaduto in questo campionato ci dimostra anche la maturità del pubblico pescarese che accantonando in toto il detto: nessuno è profeta in patria si è sempre schierato dalla parte del tecnico anche nella fase più buia della sua gestione. Stesso discorso può essere esteso al Presidente Sebastiani che nonostante qualche mugugno sta dimostrando tutte le sue capacità manageriali. A ciò va sicuramente sommato l’ottimo lavoro dal punto di vista tecnico tanto che Pescara continua a consegnare al panorama calcistico italiano giocatori di estremo valore. I goal e le giocate, come già detto, di Lapadula sono sotto gli occhi di tutti, Caprari dopo aver subito una gestione dissennata nell’era Baroni ha avuto la giusta consacrazione. Possiamo anche aggiungere la definitiva esplosione di Lucas Torreira, così come di Vitturini entrambi provenienti dal settore giovanile. Ed ecco spiegato come per il secondo anno consecutivo ci si ritrova a solo 90’ dal sogno. Questa volta, però, con un vantaggio da dover gestire. Capitan Memushaj, come ampiamente previsto, non ci sarà nel return match perché tornato nel ritiro della nazionale albanese proprio alla vigilia dell’inizio degli Europei, così come da accordi.

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