Italiani, bocciati in prevenzione

Rapporto Osserva salute 2015Rapporto Osserva salute 2015

I dati del Rapporto Osserva Salute 2015 sul benessere e sulla qualità dell’assistenza medica nelle diverse regioni italiane riportano che siamo tra gli ultimi paesi dell’Unione europea negli investimenti per la prevenzione.

Un altro ritratto impietoso di un paese sempre più vecchio, con una spesa sanitaria totale ridotta al minimo, a cominciare dalle vaccinazioni e dallo screening (diagnosi precoce). Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio nazionale sulla salute ha definito il nostro paese la Cenerentola del mondo in fatto di prevenzione e pur riconoscendo all’Italia uno dei migliori sistemi sanitari, ammette che questo vale solo per una minoranza di italiani. La preoccupazione primaria della comunità scientifica riguarda le gravi lacune degli screening oncologici e l’aspettativa di vita che sta diminuendo al sud Italia. Per questo negli ultimi anni si registra un aumento di incidenza dei tumori prevenibili, soprattutto alla mammella e al polmone per le donne e colon retto per gli uomini. Una buona parte di cittadini è costretta a ricorrere alle proprie tasche per assicurarsi visite ed esami. I dati del Rapporto lasciano intravedere qualche timido miglioramento negli stili di vita, per esempio si fuma meno e si riduce la sedentarietà, anche se nel complesso restano più o meno invariati i dati che riguardano l’obesità, soprattutto al sud (con ormai il 46,6% degli over 18 che sono sovrappeso o obesi) e il consumo di alcolici. I dati parlano anche di un nord con più tumori ma con una mortalità inferiore perché con gli screening si riesce a individuarli prima.

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