“Il Volto ritrovato”, la mostra a Rimini

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Un ruolo di primo piano per l’Abruzzo al prossimo Meeting di Rimini, che si svolgerà dal 18 al 24 agosto, grazie alla straordinaria mostra Il Volto ritrovato. I tratti inconfondibili di Cristo, dedicata al Volto Santo di Manoppello. L’esposizione, visitabile nel padiglione C5 per tutta la settimana (ingresso libero, viste guidate gratuite ogni 15 minuti), è stata curata da un team di studiosi e appassionati come Paul Badde, Emanuele Colombo, Michele Colombo, Paolo Martinelli, Paola Moretti, Giovanna Parravicini, Cristina Terzaghi e Raffaella Zardoni e la consulenza scientifica di Arianna Petraccia, Heinrich W. Pfeiffer S.J., Davide Rondoni, Marco Rossi, Silvana Tassetto, Paola Vismara.

I pannelli e il percorso proposto documentano quanto il desiderio di vedere il Volto di Dio, che ha caratterizzato l’ Antico Testamento, sia rimasto presente nella Chiesa. Partendo dal V secolo si ripercorrono le vicende dei più antichi ritratti di Cristo, detti acheropiti (non fatti da mano d’uomo), autorevoli modelli di un Volto dai tratti incon-fondibili, riconoscibile lungo tutta la storia, in Occidente come in Oriente. In particolare si dà spazio alla “Veronica”, il sudario sul quale – secondo la tradizione – Cristo stesso ha lasciato impresso il suo volto e che era la principale reliquia di Roma, meta e premio dei pellegrinaggi medievali: “In quel tempo che molta gente andava per vedere quella immagine benedetta, la quale Gesù Cristo lasciò a noi per esempio della sua bellissima figura” (Dante, La Vita Nuova). Il pellegrino romeo, infatti, a conclusione del suo lungo viaggio non solo venerava le tombe degli apostoli ma incontrava il volto di Cristo attraverso la contemplazione della Veronica, cioè della sua “vera immagine” (vera-eikòn).

La devozione per quella che Dante chiamava “la Veronica nostra” è testimoniata dalle innumerevoli riproduzioni lungo le vie di pellegrinaggio, riproduzioni che vengono presentate, ordinate storicamente e geograficamente, in una mappa interattiva realizzata con Google Earth. Dal XVI secolo inizia a perdersi la memoria di questo Volto, di cui però l’uomo moderno continua ad avere una profonda nostalgia: “Gli uomini hanno perduto un volto, un volto irrecuperabile, e tutti vorrebbero essere quel pellegrino che a Roma vede il sudario della Veronica e mormora con fede: Gesù Cristo, Dio mio, Dio vero, così era, dunque, la tua faccia?” (Borges, L’Artefice).

Il Velo di Manoppello, un Volto di Cristo su un velo leggero, per quattro secoli è stato conservato nell’altare laterale di un santuario alle pendici della Maiella: l’immagine, tenue e semitrasparente come una diapositiva, fa corpo unico col tessuto ed è costituita dalla variazione di un unico colore che, nelle diverse condizioni di luce, appare rosso o verde grigio. La mostra, in collaborazione con i cappuccini custodi del Volto di Manoppello, presenta l’inedita Relatione Historica di padre Donato da Bomba, scritta nel 1648, sull’arrivo del Velo in Abruzzo. Nella giornata di giovedì 22 agosto è prevista una visita in giornata a Manoppello. La mostra gode del patrocinio di: Istituto francescano di spiritualità pontificia Università antonianum, l’Ordine dei frati minori cappuccini, Provincia di Pescara e l’associazione temporanea di scopo Culto e Cultura in Abruzzo Il Cammino dell’Apostolo Tommaso.

di PIERGIORGIO GRECO

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