Santellocco, lo sceicco abruzzese del Maghreb

vertice fra Italia e Algeria

Si è concluso pochi giorni fa ad Algeri il vertice fra Italia e Algeria, con la delegazione italiana composta dal premier Mario Monti e i ministri Giulio Terzi (Esteri), Corrado Passera (Sviluppo economico), Annamaria Cancellieri (Interno) e Giampaolo Di Paola (Difesa). Dall’altra parte il presidente della Repubblica Abdelaziz Bouteflika, il premier Abdelmalek Sellal e gli omologhi ministri algerini. Era dal 2007 che i due paesi mediterranei non s’incontravano. L’Algeria è il primo fornitore di gas naturale dell’ Italia (35% del nostro fabbisogno) e sul tavolo c’é ancora (dal 2007) l’accordo intergovernativo per la costruzione di un secondo gasdotto che dovrebbe unire l’Algeria a Sardegna e Toscana. Sono oltre 180 le imprese italiane attive nel paese nordafricano, fra cui Eni ed Enel. Il governo algerino ha annunciato un piano di investimenti per le energie rinnovabili e l’obiettivo del vertice è stato quello di rafforzare i rapporti commerciali già in forte crescita: se nel 2011 l’Italia era il secondo cliente dopo gli Stati Uniti e secondo fornitore dopo la Francia, già nel primo semestre 2012 è salita al primo posto. Roma importa da Algeri soprattutto gas naturale ed esporta macchinari e attrezzature industriali. A fare, come sempre, attività di lobbing fra le due sponde anche un importante abruzzese, il conte Franco Santellocco Gargano. I lavori del primo collegamento di gas, nel 1971, fra l’Algeria e l’Italia, la Sahara-Hassi Messaoud, li dobbiamo proprio a Santellocco, che, trasferitosi in Africa come dirigente dell’ Eni per la missione, è rimasto a vivere in Algeria dove ha pure fondato la locale Associazione abruzzesi. Santellocco è molto impegnato per gli italiani nel mondo anche come componente del Consiglio generale degli italiani all’estero (Cgie) per l’Africa, presidente del Comites (Comitato italiani all’estero) in Algeri e dell’Associazione italiani all’estero (Aie) e come vicepresidente del Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo (Cram). Se dovessimo stare qua a elencare, anche oggi che è in pensione, tutto quello che ha fatto e che fa non basterebbe questa intera pagina del giornale. Ci limitiamo alle cose più importanti: per l’ Eni ha cominciato a lavorare nel ‘65, quale progettista di macchinari tecnologicamente avanzati, criogenici e petrolchimici. Prima dell’Algeria, oltre che in Italia ha lavorato in Grecia, Polonia, Olanda, Spagna e Francia Dopo l’Eni è passato nel ’74 alla Sir e nel ’76, sempre in Algeria, alla Cogis Impianti, di cui diventa il maggiore azionista. Nell’85 fonda la Mita International (Macchinari impianti tecnologie avanzate), di cui è ancora amministratore unico. Ad Algeri ha fondato nel ’91 il locale Rotary club e i comitati Interpaese fra Algeria e Italia, Svizzera, Malta, San Marino e Albania. Dal 2002 al 2006 è stato membro del Comitato italiano di collegamento fra governo e Onu per l’Agricoltura e l’Alimentazione. Tanti i progetti di beneficenza e solidarietà curati da Santellocco che è anche giornalista pubblicista, attività con la quale non poteva non avere un incarichi, come nella Federazione unitaria stampa italiana all’estero (Fusie). Ha pure fondato a Milano La Voce, giornale degli emigrati, di cui è tuttora direttore. E’ anche presidente della Paritaria Scuola Italiana “Roma” di Algeri. Passiamo ad alcune delle tante onorificenze conferitegli: naturalmente è Commendatore, Grande Ufficiale, Cavaliere di Gran Croce, Maestro del Lavoro, cittadino onorario di vari comuni, accolto nel Sovrano Militare Ordine di Malta”. All’ultimo Cram in Canada è stato insignito del titolo di ambasciatore onorario dell’Abruzzo nel mondo. Santellocco più che dei titoli preferisce parlare delle iniziative. “Bisogna dare concretezza alle intenzioni – spiega – per avvicinare i popoli, a cominciare da quelli del Mediterraneo, occorrono progetti validi, soprattutto per i giovani, il nostro futuro”.  Due, tra i tanti promossi da Santellocco, colpiscono l’attenzione: dona la gioia di vivere a un bimbo dei 63 del Maghreb con malformazione cardiaca che, grazie al contributo del Rotary, sono stati operati al Pasquinucci di Massa. Con il progetto Mediterraneo ha portato in Abruzzo 70 studenti del Maghreb tra i 14 e i 16 anni per farne dei periti agro-tecnici. Oggi, altri 35 studenti frequentano corsi di italiano all’Istituto di cultura di Algeri in vista del prossimo anno scolastico che li vedrà all’istituto Cuppari di Alanno–Cepagatti. All’indomani del terremoto che ha colpito la sua regione, Santellocco si è attivato per una raccolta fondi che ancora continua. Come presidente del Comitato interpaese Maghreb-Italia del Rotary international, sta avviando un progetto per creare aree irrigue nel Sahara e dare nuova spinta a un’agricoltura che dovrebbe rappresentare un elemento determinante per lo sviluppo dell’ Africa. “Quello che conta nella vita – prosegue – è la grandezza morale che rifulge nell’associazionismo, nel volontariato, nella società civile: un’immensa forza portatrice di solidarietà e testimone di civiltà. È una caratteristica del nostro dna: è da essa che nasce l’ unicità dell’italianità”. L’esempio più eloquente è Enrico Mattei, un grande italiano al quale l’Algeria deve molto in termini anche di sviluppo industriale, infrastruturale e agricolo. “Anche appoggiando la lotta di liberazione del Popolo algerino, indipendente dal ’62, avviò una gigantesca partita a poker – conclude – una scommessa nazionale, lungimirante, giocata talvolta con spregiudicatezza, rischiando di far saltare il banco, ma rivelatasi finora vincente”.

Nella foto, da sinistra: Antonio Prospero, Sylvana Russo, Franco Santellocco, Ivana Fracasso e Angelo Di Ianni

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