Ortona, all’ITC Einaudi il dibattito “Voci di Donne”

Ortona

Si è svolta nella mattinata ieri, nella sede dell’Istituto tecnico Commerciale dell’ISS Acciaiuoli-Einaudi di Ortona, l’incontro Voci di Donne, un momento di condivisione e confronto sul mondo femminile.

All’incontro hanno partecipato l’avvocato Maria Franca D’Agostino Presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Abruzzo, l’avvocato Anita Vesto Funzionario del Ministero della Giustizia nonché autrice del libro “Lettera d’amore per te”; in streaming presente anche la giornalista Francesca Di Giuseppe che ha affrontato il tema donne e sport partendo dal suo saggio “L’evoluzione del gioco e il calcio femminile”.

Dibattito che si è svolto in due momenti, per il rispetto delle norme anti Covid, nel corso dei quali si sono alternati dapprima i ragazzi delle classi quarti e quinte e nella seconda parte le classi seconde.

Cultura di genere, uguaglianza e rispetto le parole chiave che hanno caratterizzato il dibattito che ha visto il saluto della Preside dell’Istituto tecnico Commerciale Einaudi Angela Potenza la quale ha sottolineato come “monitorando i comportamenti degli studenti, si nota ancora una denigrazione delle ragazze; a dimostrazione dunque di come, purtroppo, alcuni retaggi culturali sono ancora da scardinare. Allo stesso tempo però, si registrano nelle ragazze comportamenti maschili ma della specie peggiore con livelli cioè di ostilità estrema. Capisco – prosegue la preside – che è una fase necessaria che porta alla crescita ma è necessario riflettere ora su certi comportamenti. Quello che posso dire alle nostre ragazze è: siate fiere di voi stesse mantenendo la vostra identità”.

L’avvocato Maria Franca D’Agostino, Presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Abruzzo, ha sottolineato come la presenza della Commissione “mira a garantire l’uguaglianza nonché eliminare le differenze di genere in ogni ambito sociale e lavorativo. Siamo un organo consultivo a cui viene chiesto un parere ogni volta che viene violato il rispetto verso il mondo femminile”.

L’avvocato D’Agostino ha poi evidenziato le enormi difficoltà per una donna di entrare nel mondo della politica, di lavorare dunque in uno di quegli ambienti a prevalenza maschile; infine ha sottolineato come il Codice Rosso, insieme di norme contro le violenze di genere approvato nel 2019, sia “uno strumento indispensabile anche per prevenire forme di violenze e, in tal senso, le Regioni hanno il dovere di porre in essere tutte le misure atte a evitare maltrattamenti come, per esempio, sostenere i centri anti violenza”.

“Perché la necessità di parlare di parità di genere? – inizia l’intervento dell’avvocato Anita Vesto Funzionario del Ministero della Giustizia nonché autrice del libro “Lettera d’amore per te” – Per una questione di buon senso e il buon senso non ha sesso, né genere. Se oggi siamo quelle che siamo, lo dobbiamo alle tante donne che hanno lottato per i diritti di cui godiamo oggi. Durante il lockdown – continua Vesto – volevo spiegare a mia figlia adolescente cos’era la violenza di genere e volevo farlo con parole semplici partendo dalle fiction, dai social; perché questo? Per evitarle di vivere situazioni difficili e drammatiche attraverso la comprensione reale del problema. La donna non è uguale all’uomo e nessuna persona è uguale all’altra ma dobbiamo esserlo davanti alla legge, sul lavoro; ritengo -conclude l’avvocato – che il concetto di cultura di genere debba essere insegnato nelle scuole, sin dalle elementari come si è tornati a fare per l’educazione civica”.

Da qui in excursus delle tappe principali che la giustizia italiana ha fatto nel corso di un secolo passando dalla considerazione delle donne quale “appendice dell’uomo” a Codice Rosso, la legge approvata nel 2019 che riduce a 3 giorni l’iter nei casi di denuncia da parte di una donna di stalking, violenza e minacce.

La giornalista Francesca Di Giuseppe ha invece affrontato il tema delle donne e lo sport, ponendo l’attenzione sul calcio femminile che “il prossimo anno sarà il primo sport femminile a diventare professionistico; ciò significa anche maggiori tutele per il futuro e sicurezza in campo. Un passaggio chiave per tutto il movimento calcio femminile italiano il cui merito è anche delle calciatrici del secolo scorso che hanno lottato per permettere di raggiungere questi obiettivi”.

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