Sandra De Felice: “Scrivere per me è terapeutico”

sandra de felice

La passione per la scrittura la segue sin dall’infanzia: alle medie già scriveva sul giornalino della scuola.

Poi, insieme a suo diario, questa passione cresce fino alla realizzazione di 5 libri che raccolgono le poesie di una vita. Lei si chiama Sandra De Felice ed è originaria di Scafa (Pescara).

Cinque testi  dunque ognuno dei quali sintetizza, in versi, le fasi della sua vita.

La sua opera prima è il libro di poesie d’amore Frammenti di Luna è stato pubblicato nel 1998 dalla casa editrice Tracce di Pescara.

La sua seconda opera letteraria invece, si chiama Trasparenze ed è pubblicata nel 2011 dalla casa Editrice Aletti (RM).

Terzo testo di poesie Dipinti Poetici pubblicato nel 2016 dalla casa Editrice Ermes Servizi Editoriali Integrali S.R.L. di Ariccia (RM).

Nel 2019 è il suo quarto lavoro, il collage poetico composto da foto e poesie dal titolo La Solitudine del mare d’Inverno.

Semrpe lo scorso anno, per la casa Editrice Le Mezzelane dal titolo Evanescenze con la prefazione del professor Massimo Pasqualone.

Sandra, quando nasce la passione per lo scrivere poesie?

“Dall’infanzia, sin dalle scuole elementari. Poi alle medie già scrivevo sul giornalino della scuola. Inoltre sin da piccola ho sempre avuto un diario dove riportavo pensieri e sensazioni, nel bene e nel male, che mi hanno fatto compagnia nel corso della vita”.

Cosa significa quindi scrivere per te?

“La scrittura ha un effetto terapeutico per me, mettere su carta gioie e dolori è liberatorio. Inoltre la ritengo un modo di comunicare con gli altri e magari infondere speranza”.

Sandra De Felice

Sandra De Felice

C’è un componimento al quale sei più affezionata?

“Ogni libro ha una sua poesia. Il primo è costituto dall’insieme di poesie che ho scritto da giovanissima quando si crede nell’amore e nella passione. Al suo interno c’è una poesia dal titolo Naufraga d’amore che evidenzia la fine di queste passioni adolescenziale per dare spazio a una nuova consapevolezza dei sentimenti. Nel secondo libro Trasparenze, è sia il titolo della poesia che del testo; qui si parla di una donna matura spiritualmente e sessualmente. Una donna si è lasciata dietro le spalle sogni e illusioni dando spazio alla concretezza e alla maturità di una storia d’amore sensuale. Nel terzo libro ho riscoperto la bellezza delle piccole cose, della natura. Ero in cassa integrazione, quindi molto tempo libero, che mi portava spesso al mare a camminare specie d’inverno. Il mare era il principale punto di approdo e ho potuto ammirare albe, tramonti, tempeste, neve sulla spiaggia; insomma ho iniziato a ‘vedere’ anche l’amore verso la natura. In questo contesto nasce la poesia Dipinto delle quattro stagioni. Il quarto lavoro editoriale, è un collage di foto con poesie, prosieguo del precedente testo, in quanto oltre alle poesie in quei tre anni ho fatto parecchie fotografie; questo mi ha spinto a raccogliere le foto accompagnate dalle poesie di cui, la più bella, è Quanti mari ho attraversato che ha avuto vari riconoscimenti in diverse antologie. Una poesia nella quale mi ritrovo molto in quanto rappresenta, simbolicamente, le vite che ho attraversato per ritrovare me stessa e tornare a sperare nell’amore dopo aver subìto delle perdite affettive. Il quinto libro, sicuramente il più importante e maturo, è inteso come qualcosa che svanisce, si dilegua. Per troppo tempo sono rimasta legata al passato, poi d’un tratto ho capito che si può ricominciare guardando i ricordi da un altro punto di vista e dare spazio solo al bello. Il profumo dei fiori dell’estate è il titolo di una poesia simbolo di rinascita e di libertà”.

Il primo e ultimo riconoscimento che hai ricevuto?

“Tanti e svariati. Diciamo che l’anno d’oro è stato il 2017 con premi anche a livello nazionale; per esempio in un concorso, ‘Quanti mari ho attraversato’ è arrivata seconda. Il premio San Valentino con l’associazione culturale Acipea secondo posto con un’altra poesia. L’ultimo a Tollo con Kalos 2020 seconda nella sezione Poesia Inedita”.

La tua prima poesia, la ricordi?

“Avevo 13 anni dal titolo Malinconia, una poesia triste ma che in qualche modo mi appartiene in quanto dentro di me la vena malinconica è sempre presente”.

Progetti letterari futuri?

“Vorrei scrivere un altro libro perché ho già molte poesie inedite ma voglio cercare di capire quale momento della vita sto passando e scegliere quei componimenti che la rappresentano di più. Prima di lavorare in ospedale, credevo che una persona malata non potesse dare nulla, invece ora mi rendo conto che sono loro a donare di più, a farti capire il vero senso della vita. Anche grazie a questo lavoro quindi ho scritto tanto anche a livello sociale come la poesia dedicata alla giornata dell’Alzheimer Non confondermi”.

Articolo offerto da:

Archidea