A Tagliacozzo si parla dei briganti della Majella

briganti

Le storie dei briganti della Majella, sono vive nel cuore degli uomini e delle donne di passate generazioni ma non lasciano indifferenti le attuali.

Alcune di queste storie raccontano episodi che sono stati tramandati dai nonni ai nipoti: si tratta di vicende ancora vive nella memoria collettiva, ancora noti sono per esempio quei periodi caratterizzati dalla miseria, e dai poveri e diseredati della terra.

Si parla del Risorgimento e ci si trova a vagare nel ricordo di un’Italia in fervore, all’interno di un paese che gridava al sud giustizia e al nord conquista: “Chi vive?” è il grido di vendetta verso l’oppressore, è l’urlo di riscatto del popolo affamato ma è anche l’eco del libro che verrà presentato sabato 7 alle ore 17.30 presso la sala consiliare del Comune di Tagliacozzo (L’Aquila).

Chi Vive? Uomini diventati briganti è frutto di un’impegnativa ricerca in archivio condotta dall’autore di Pretoro, Fabrizio Fanciulli che sarà accolto dal sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio e dal professore Emanuele Nicolini, presidente dell’associazione culturale Marsicana; a moderare l’evento sarà la giornalista pescarese Alessandra Renzetti.

BRIGANTI NELLA NEVE

“La tensione storico politica del meridione d’Italia dopo il processo unitario del secolo XIX è caratterizzata dal cosiddetto fenomeno del brigantaggio – commenta il sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio, spiegando il motivo per cui quella di sabato è una presentazione simbolica per il suo comune – Sicuramente una realtà storica complessa e ancora molto da indagare. A tal riguardo è con interesse che accolgo la proposta di presentare il libro di Fabrizio Fanciulli, vicesindaco di Pretoro, intitolato Chi vive?  Uomini diventati briganti,  nella nostra sala consiliare il 7 dicembre prossimo. Una data significativa per Tagliacozzo, perché l’8 dicembre di 158 anni fa la nostra città fu teatro dell’esecuzione del generale Catalano Josè Borjes, giunto dalla Spagna per riorganizzare militarmente i nazionalisti duosiciliani contro l’invasore piemontese. Luci ed ombre di una storia di cui furono protagonisti anche uomini e donne delle nostre contrade che con coraggio e a volte  con violenza ingiustificata diedero vita per la prima volta al fenomeno della resistenza nazionale”.

LOCANDINA

 

 

“Con questo libro voglio sottolineare che la storia deve essere raccontata interamente e bisogna sempre riportare la verità, bella o brutta che sia. L’unità d’Italia non è propriamente quella che ci hanno raccontato i libri di scuola, ed inoltre voglio sottolineare l’importanza dei valori famigliari – spiega Fabrizio Fanciulli- Quando ero bambino visitavo spesso la montagna con mio nonno che mi raccontava sempre di storie accadute in quei luoghi e quando mi allontanavo esclamava: Mo cal li brigant!, per farmi spaventare. Questa frase dialettale l’ho impressa nella mia mente per molto tempo, soprattutto dopo la sua morte, quando erano cessati i racconti sui briganti. Cosicché tempo dopo sono andato all’Archivio di Stato di Chieti a documentarmi, volevo capire se quelle storie erano vere o solo frutto di una fantasia. Così è nato il libro”.

Il libro, edizioni SIGRAF, gode anche del patrocinio del MiBACT.

(Fabrizio Fanciulli foto di Marina Chichi)

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