“La Divina Commediola” di Covatta a Pescara

la divina commediola

Giobbe Covatta arriva a Pescara con La Divina Commediola, spettacolo gratuito dedicato ai diritti dei minori, a cura dell’Assessorato alle Politiche sociali. L’artista napoletano si esibirà l’8 maggio al teatro Massimo (ore 21), in una versione particolare del poema dantesco. L’ingresso sarà gratuito fino a esaurimento posti.

L’iniziativa rientra nel progetto Liberi di crescere. Infanzia, adolescenza, famiglia, illustrato in Comune dall’assessore Antonella Allegrino, alla presenza della dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Pescara 1, Teresa Ascione e della docente di musica, Orietta Cipriani .

L’assessore Allegrino, ricordando i servizi che il Comune garantisce ai nuclei familiari in situazioni di precarietà e disagio, sottolinea come lo spettacolo, rivolto principalmente ai bambini e alle loro famiglie, costituisca un’occasione di divertimento ma anche di profonda riflessione.

Gli alunni dell’Istituto Comprensivo Pescara 1, introdurranno lo spettacolo con una esibizione musicale, curata dalla professoressa Cipriani, la quale ha ribadito l’importanza della musica per affrontare tematiche importanti, come quella del rispetto dei diritti dei minori.

Il commento della Dirigente scolastica, la professoressa Ascione:

“La scuola vive i diritti del bambini e ce la mettiamo tutta per concretizzarli. Questa iniziativa ci ha visti entusiasti e abbiamo garantito un’ampia presenza e un’opera di sensibilizzazione degli alunni, dei genitori e dei docenti.  E’ bello affrontare questi temi così delicati in chiave ironica: sarà momento di allegria, ma anche di apertura e offerta di stimoli alle famiglie, ai bambini e alla scuola. Collaboriamo già con l’assessorato alle Politiche sociali, che ci mette a disposizione personale per attività di laboratorio, ludiche e sportive che si svolgono oltre l’orario curriculare. E’ una collaborazione strategica, che è di aiuto ai minori e ai nuclei familiari”.

Note su “La Divina Commediola”

Giobbe Covatta ha reperito in una discarica il manoscritto di una versione apocrifa della Divina Commedia. Questa “commediola”, in particolare l‘Inferno, è stata scritta da Ciro Alighieri, nativo di Castellammare di Stabia e cugino del grande poeta Dante.

Dopo un attento lavoro di ripristino, Covatta ha deciso di trasformare questo testo dimenticato in un monologo teatrale intitolato La Divina Commediola che ha senz’altro affinità ma anche macroscopiche differenze con l’opera dantesca. Intanto l’idioma utilizzato non è certo derivato dal volgare toscano, ma è affine alla poesia napoletana.  Si nota poi come il poeta abbia immaginato l’inferno come luogo di eterna detenzione non per i peccatori, ma per le loro vittime!

Così mentre resterà impunito chi ha colpito con le sue nefande azioni i piccoli innocenti, i minori del Terzo Mondo, il Virgilio immaginato dall’antico poeta lo accompagnerà per bolge popolate da bambini depauperati per sempre di qualcosa che nessuno potrà mai restituirgli.

Giobbe Covatta legge la sua personale versione della Divina Commedia, totalmente dedicata ai diritti dei minori: i contenuti e il commento sono spassosi e divertenti, ma come sempre accade negli spettacoli del comico napoletano, i temi sono seri e spesso drammatici.

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