Giornata della Memoria: domani in scena al Matta la vita di Liliana Segre

La senatrice Liliana Segre, superstite dell'OlocaustoLa senatrice Liliana Segre, superstite dell'Olocausto

Approda anche a Pescara, al Matta domani, martedì 22 gennaio alle ore 21: SEGRE. Come il fiume, di Antonio G. Tucci con Serena Di Gregorio nell’ambito delle iniziative celebrative della Giornata della Memoria.

Segre PescaraUn lavoro teatrale prodotto dal Teatro del Krak, con il patrocinio del Comune di Pescara, Assessorato alla Cultura, per offrire ai giovani l’opportunità di non dimenticare la tragedia della Shoah, definita dal premio Nobel Elie Wiesel come “La più grande tragedia della storia”. L’ingresso è libero.

La storia. Liliana Segre ha otto anni quando, nel 1938, le leggi razziali fasciste si abbattono con violenza su di lei e sulla sua famiglia. Discriminata come “alunna di razza ebraica”, viene espulsa da scuola e a poco a poco il suo mondo si sgretola: diventa “invisibile” agli occhi delle sue amiche, è costretta a nascondersi e a fuggire fino al drammatico arresto sul confine svizzero che aprirà a lei e al suo papà i cancelli di Auschwitz.

Dal lager ritornerà sola, ragazzina orfana tra le macerie di una Milano appena uscita dalla guerra, in un Paese che non ha nessuna voglia di ricordare il recente passato né di ascoltarla. Dopo trent’anni di silenzio, una drammatica depressione la costringe a fare i conti con la sua storia e la sua identità ebraica a lungo rimossa.

Lo spettacolo raccoglie le memorie, dalla sua viva voce, di una testimone d’eccezione in una narrazione cruda e commovente, ripercorrendo la sua infanzia, il rapporto con l’adorato papà Alberto, le persecuzioni razziali, il lager, la vita libera e la gioia ritrovata grazie all’amore del marito Alfredo e ai tre figli”.

L’assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo ha così commentato:

“Uno spettacolo intensissimo, liberamente tratto da La memoria rende liberi di Enrico Mentana e Liliana Segre e Fino a quando la mia stella brillerà di Liliana Segre con Daniela Palumbo, che abbiamo voluto fortemente perché la riflessione sulla memoria abbia sempre spazio, specie in tempi in cui l’odio torna ad avere un ruolo dominante e minaccioso nelle relazioni fra umani. Lo spettacolo è un racconto-confronto che invitiamo a seguire e vivere domani sera, insieme alla storia di una personalità grande che l’Italia ha oggi la fortuna di avere ancora, quale voce forte e attendibile di quegli anni”.

 

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