Vanesia, il rock e il sogno del Primo Maggio

I VanesiaI Vanesia

Oggi parliamo di rock, e lo facciamo con i Vanesia, o almeno con due degli elementi portanti della band totalmente “Made in Abruzzo”, Sara Berardinucci e Mariarita Musa, rispettivamente voce e violino.

L’occasione è ghiotta non solo per presentarvi un gruppo che, ne siamo sicuri, farà molta strada nel rock italiano, ma anche per invitarvi a dare una mano in prima persona, votandoli a questo link e aiutandoli a realizzare il loro sogno di portare l’Abruzzo sul palco del Concertone del Primo Maggio a Roma.

Ma andiamo a conoscere un po’ meglio la rockband. Prima di tutto, come nascono i Vanesia?

I Vanesia nascono nel 2015 con l’incontro di tre ragazzi, Sara Berardinucci e Mariarita Musa, che siamo noi, e il chitarrista Francesco Aceto; diciamo che però il vero decollo come gruppo è del 2016, quando abbiamo iniziato a suonare live con una certa continuità. Nel corso del tempo si sono aggiunti al progetto elementi preziosi, Martina De Medio, la nostra bravissima bassista e, da poco tempo, il batterista Emanuele Recanati.

Il nome Vanesia è molto suggestivo, da dove arriva?

Sara: diciamo che è arrivato dall’alto, in un certo senso! Avevamo passato una settimana cercando il nome adatto, poi una sera, mentre stavo per addormentarmi, ho avuto l’illuminazione: ci saremmo chiamati Vanesia.

Nel mondo del rock ci sono tanti esempi di celebrità che prima di sfondare sbarcavano il lunario coi mestieri più assurdi, Kurt Cobain fece il bidello, Pink lavorava al MacDonald, Jack White era un tappezziere e David Coverdale, quando fu chiamato dai Deep Purple, era rassegnato a fare il commesso. Voi che fate al di là dei Vanesia?

Sara: ahimé, purtroppo tocca lavorare, io sono fisioterapista. Spesso noi musicisti, per far ridare conti e tempi, dobbiamo scegliere lavori part time, io per fortuna essendo libera professionista posso gestirmi abbastanza bene.

Mariarita: invece io e Francesco siamo studenti universitari, in ambiti ben distanti dall’arte, consulenza del lavoro e giurisprudenza, mentre Martina è un ingegnere.

I Vanesia sul set fotografico

I Vanesia sul set fotografico

Qual è il vostro background musicale e i vostri ascolti preferiti?

Sara: abbiamo gusti molto diversi, e proprio da questo scontro di influenze nasce il nostro sound; io sono molto attenta alla scena italiana attuale, specie al cantautorato rock, quindi Dente, Afterhours, Marlene Kuntz, Maria Antonietta e tanti altri. Francesco ha gusti praticamente opposti, ama molto un certo tipo di scena metal, soprattutto quella scandinava.

Mariarita: io sono un po’ nel mezzo, ho una formazione al violino da conservatorio, ma ho ascoltato tanto rock, da punk al metal, sempre con grande attenzione alla melodia pur in contesti rock. I gusti di Martina sono più sfuggenti, molto incentrati su un certo funk e acid jazz anni ’90.

Scrivo di musica da tanti anni e sono abituato a “etichettare” al primo ascolto il genere delle varie band. Con voi ho avuto parecchie difficoltà, forse anche a causa della splendida peculiarità di avere un violino tra gli strumenti, non so se per voi sarà un complimento o meno…

Sara e Mariarita: sicuramente è un bel complimento per noi! Come detto, ognuno di noi porta il suo bagaglio per far nascere un sound speriamo unico e difficilmente classificabile.

La scena locale è spesso invasa dalle cover band, cosa pensate di questo fenomeno?

Sara: noi abbiamo deciso di allestire un progetto inedito, anche se dal vivo spesso inseriamo delle cover. Ovviamente il fatto di proporre un repertorio già conosciuto è ben visto dai gestori dei locali, che devono anche badare alla cassa, e dal pubblico che trova qualcosa che già conosce, non siamo certo contrari al fenomeno anche se è vero che a volte le tribute band, quelle più estreme, che ricalcano gli originali in modo assoluto, faticano a trovare una propria identità.

Mariarita: e poi anche a noi è capitato di suonare in cover band, Martina tuttora suona con diversi progetti.

Quanto è difficile imporsi con un progetto di inediti?

Sara: questa è una bella domanda! Si fatica tanto, io ho impiegato due anni per capire il giusto approccio, per attirare l’attenzione di chi magari si gusta la sua birra al tavolo per i fatti suoi. Mi piace coinvolgere il pubblico spiegando di cosa parla il testo, facendoli immedesimare e cantare con noi, a costo di insegnare i ritornelli prima del pezzo! E con qualche parolaccia per destare l’attenzione! (ride n.d.r.)

Raccontateci l’esperienza di Sanremo Rock.

Sara: è stata una bellissima esperienza, si tratta di un concorso che forse negli anni ha perso un po’ di prestigio, ma da cui sono venuti fuori nomi come Carmen Consoli e Ligabue. Abbiamo vinto la finale regionale, che si è tenuta a Tortoreto.

Mariarita: A inizio maggio parteciperemo così alle finali nazionali.

E invece il contest del Primo Maggio?

Sara: anche lì siamo in gioco. Siamo stati scelti grazie al pezzo “Immobile” che avevamo scritto per “Musica contro le mafie” e che ci ha portato a esibirci al Teatro Morelli di Cosenza, a fianco di artisti come Brunori SAS, superando una durissima selezione.

Mariarita: Ora abbiamo bisogno del vostro voto, che conterà per una buona percentuale nel risultato finale, perciò rinnoviamo l’appello a votare!

Cosa pensate dei talent, avete mai provato a partecipare o comunque provereste?

Sara: è un mondo che per ora conosciamo solo in base a esperienze di musicisti con cui ci rapportiamo. Certo è una realtà molto importante per la musica oggi, soprattutto per le implicazioni commerciali, ci attira ma ci fa anche un po’ paura. Diciamo che potrebbe essere un’interessante opzione per il futuro.

Il nostro tempo con queste due ragazze del rock che, in barba ai luoghi comuni, sono semplici e gentilissime, è scaduto; le salutiamo con un “in bocca al lupo” per il Primo Maggio e una certezza, sentiremo ancora parlare dei Vanesia!

Il link per votare: www.1mnext.it/index.php/gli-artisti/vanesia

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