Cromorama: un venerdì a colori al Museo delle Genti d’Abruzzo

La locandina dell'eventoLa locandina dell'evento

E’ prevista per oggi, venerdì 23 marzo alle ore 10.30, all’Auditorium Petruzzi la presentazione di Cromorama, il best seller del visual designer Riccardo Falcinelli che ha colorato l’Italia e che, secondo il Corriere della Sera, è tra i dodici saggi più letti della penisola.

«Un libro bellissimo, particolare – commenta Corrado Augias – Falcinelli è riuscito a scrivere un libro in fondo tecnico sui colori con un divertimento quale raramente capita di incontrare. Un miracolo». E poi, dichiara Elena Stancanelli, de «la Repubblica»: «Il libro di Riccardo Falcinelli Cromorama è di una bellezza sfolgorante. Un oggetto che scatena il desiderio, impaginato in maniera perfetta, con immagini che incantano».

L’evento, organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pescara, in collaborazione con il Collettivo Pepe, vede la magistrale presenza del Maestro Franco Summa a dialogo con l’autore, in una tavolozza di parole e commenti che promette di lasciare spiazzata la platea.

Riccardo Falcinelli è uno dei più apprezzati visual designer sulla scena della grafica italiana, che ha contribuito a innovare progettando libri e collane per diversi editori; suo è anche il progetto grafico di Einaudi Stile Libero, per il quale ha appena pubblicato Cromorama, il suo ultimo lavoro.

Il libro parla del colore, del suo uso, della sua percezione nel tempo. Come lo stesso autore suggerisce, «non è un saggio storico, ma un racconto in cui alcuni fatti storici circoscritti sono usati come un liquido di contrasto per far emergere le tipicità del mondo contemporaneo. È insomma la storia del nostro sguardo moderno, e di come si è formato».

Il lettore scoprirà che nell’antica Roma i mantelli dei più alti magistrati, e dello stesso imperatore, erano di color porpora perché era un pigmento costosissimo che si ricavava da alcuni molluschi dell’oceano dopo lo stretto di Gibilterra, davanti alle coste del Marocco; scoprirà come mai madame Bovary era circondata dal blu, perché la Madonna storicamente indossa proprio quell’abito azzurro o perché le matite sono verniciate con l’ormai canonico smalto giallo. Partendo proprio dal colore, Falcinelli offre anche un’acuta e attenta analisi della società attuale, nella quale la produzione di oggetti e di contenuti punta ad una standardizzazione, un’uniformità che sta mutando anche la percezione delle cose nel consumatore: «In realtà noi abbiamo introiettato lo statuto di questi oggetti di somigliarsi fra loro e siamo inclini a preferire sempre quello più uguale agli altri. Pretendendo la serie e non l’eccezione, vogliamo comprare non il singolo oggetto ma la sua idea».

Anche la percezione del colore è variata, e varierà, nel tempo. Un esempio: nel medioevo il blu veniva considerato un colore caldo, il giallo un colore freddo perché associato ad un metallo. Falcinelli ci ricorda «che niente è sempre stato così. Gusti, regole, divieti… tutto cambia. Quello che oggi è inaccettabile, è stato fighissimo in un altro momento e tornerà ad esserlo» (Elena Stancanelli, «la Repubblica»).

“Siamo onorati di aver collaborato all’organizzazione di questo incontro” –  dichiara il Collettivo Pepe –  “Portiamo sul territorio un autore di fama nazionale come Falcinelli a colloquio con il maestro di calibro internazionale Franco Summa che, con il suo arcobaleno, ha dipinto la storia dell’arte contemporanea. Continua, inoltre, il dialogo con i luoghi identificativi del territorio, oltre che con il Comune di Pescara, grazie alla partecipazione del Museo delle Genti d’Abruzzo: è bello vedere come le tradizioni si intreccino al moderno, in un dialogo di rinnovamento culturale senza fine”.

Una volta, quand’ero bambino, mi domandarono quale fosse il mio colore preferito – racconta Franco Summa – risposi, dopo qualche esitazione: Il mio colore preferito è il multicolore» ricorda Walter Gropius sul suo libro “Architettura integrata”. Nel mio insegnamento al Liceo Artistico, il colore ha avuto un ruolo centrale. È dei primi di quegli anni la elaborazione del mio Arcobaleno Culturale, composizione di una doppia serie dei dodici colori del disco cromatico di Itten.  Avevo preso, appena uscito, la prima edizione de “L’Arte del Colore”. Conoscevo l’opera perché me ne aveva parlato Argan e ne avevo visto tavole e testi in una mostra didattica realizzata nella Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma prima che l’editore Il Saggiatore lo pubblicasse in italiano nel 1961.

Successivamente, ho preso il libro di Albers “Interazione dei Colori” e altri libri che venivano pubblicati nel tempo. Ne è passato di tempo e di “colori” dai primi anni sessanta quando tutto era bianco e nero: la televisione, i giornali, i libri di storia dell’arte con i dipinti riprodotti in bianco e nero. Colorama è dirompente. Ha la grande dote di essere un libro sul colore rigorosamente storico e “scientifico” ma che si legge con piacere come un romanzo. Le quattrocentosettanta pagine tutte a colori, di cui 414 di testo più 30 di appendici sono uno strumento essenziale di chiarificazione dei principi della visione e della comunicazione visiva ed interessa tutti: architetti, artisti, designer, filmmakers, grafici, scuole ad indirizzo artistico ecc”.

“Siamo felici di proseguire la collaborazione con l’associazione Pepe Collettivo iniziata lo scorso anno in occasione del Behance Portfolio Reviews – conclude Roberto Marzetti, presidente della Fondazione Museo delle Genti d’Abruzzo – e onorati di ospitare un maestro come Franco Summa e uno dei più apprezzati visual designer sulla scena della grafica italiana, Riccardo Falcinelli. Il Museo al quale stiamo lavorando, giorno dopo giorno, è aperto alla vita culturale della città e non si accontenta di custodire e conservare, ma cerca di immaginare il futuro sapendo quali sono le eredità positive da trarre dal passato e in quale maniera rilanciarle”. Durante l’incontro, sarà possibile acquistare delle copie del libro e farsele autografare dall’autore.

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