L’ultimo saluto ad Alessandro Neri. Tanti palloncini bianchi e azzurri

Alessandro NeriAlessandro Neri

Palloncini bianchi e azzurri, magliette a lui dedicate: è stato salutato così Alessandro Neri, il ragazzo di 29 anni, ucciso lo scorso 5 marzo da due proiettili, uno al torace e uno, quello mortale, alla testa.

L’intera comunità italo venezuelana, gli amici e i parenti si sono riuniti nel primo pomeriggio di sabato per dare l’ultimo saluto ad Alessandro nella chiesa stracolma di gente San Camillo de Lellis, a Villa Raspa.

Un funerale senza feretro perché il corpo di Alessandro Neri è ancora a disposizione della magistratura. Al suo posto un enorme gigantografia del ragazzo; la chiesa di Villa Raspa a stento non è riuscita a contenere tutti coloro che hanno voluto dare l’ultimo saluto ad Alessandro.

Alle esequie erano presenti anche i ragazzi della Curva Nord, perché Alessandro era solito frequentare il club dei Rangers; anche se non andava allo stadio era un grande tifoso del Pescara.

L’omelia celebrata da Don Cristiano, è iniziata con un toccante brano del coro “ The Precious Gospel Singers” di Pescara, voluta dai genitori del ragazzo.

Gli amici hanno indossato una t-shirt con la foto di Alessandro con la scritta:  “Un secondo per ricordarti una vita per dimenticarti”.

Durante l’omelia Don Cristiano Marcucci che ha celebrato la messa ha dichiarato: “Esternamente possiamo chiedere di fare chiarezza alle forze dell’ordine e alle autorità competenti, come fanno i parenti. E’ giusto sapere la verità, ma questo sarebbe troppo poco. Non toglie il buio. E’ qualcosa di fuori e le cose di fuori sono sempre molto superficiali. Noi possiamo non scappare da questo vuoto, possiamo abitarlo”.

Sono le parole di Don Cristiano Marcucci pronunciate nell’omelia durante la messa per Alessandro. Quando non scappo dal baratro e dal buio – ha detto nell’omelia – mi accorgo che quel buio e quel baratro non mi risucchiano, non mi ammazzano. Un vuoto abitato, con tutto il suo dramma, con la forza interiore che ognuno ha, comincia a diventare un pieno. Insieme vogliamo affidare a Dio Alessandro. Lo portiamo nel cuore, con la sua magica bontà, chi lo ha conosciuto lo sa, la bontà era la su forza e la sua più grande debolezza, ecco perché ha pagato il prezzo più alto”, ha proseguito do Cristiano. La cosa piu’ innaturale che possa accadere su questa terra – ha sottolineato don Cristiano – è un genitore che perde un figlio. Quando la persona cara che si perde è un figlio, per di più perso in una situazione brutta, questo vuoto credo si possa chiamare col suo nome: baratro. Mi ha colpito in questi giorni che tutta la nostra città di Pescara e non solo ci siano stati in qualche modo dentro. Dentro questo vuoto. Le persone che amiamo sono con noi sempre, oltre la dimensione dello spazio e del tempo. In questa settimana sono sempre andato a casa di Laura e Paolo Neri – ha aggiunto – e ho sempre trovato tanta gente. Si sentiva l’aria di una famiglia accogliente, piena, con mille difficoltà e fragilità come tutte le famiglie. Vi ringrazio pubblicamente perché la dignità con cui affrontate questo dramma per me è stata molto edificante”.

Al termine della messa è intervenuta anche la mamma di Alessandro, Laura Lamaletto, che ha rivolto un discorso toccante agli amici di suo figlio: “E’ ufficiale, Ale è un angelo. I suoi amici hanno addosso una maglia in cui c’è scritto che ‘ci vuole un secondo per ricordarti e una vita per dimenticarti’. Non ti dimenticheremo mai. Ale non è morto invano. Vi prego, vi scongiuro non frequentate ambienti che non dovete. Se lui è ora in cielo vi proteggerà. Andate sulla retta via. Dovete convertirvi, avete famiglia, figli”.

 

 

 

 

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