Alessandro Neri freddato con due colpi. Quello mortale alla nuca

La foto di Alessandro fuori di casaLa foto di Alessandro fuori di casa

Sono due i colpi di pistola sparati dall’assassino ad Alessandro Neri, il giovane 29enne di Spoltore, scomparso lunedì 5 marzo e ritrovato cadavere nella zona del cimitero di San Silvestro, nei pressi del fosso Vallelunga. Si segue la pista familiare.

Il Comandante Provinciale Colonnello Riscaldati, nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri in procura ha dichiarato:  “Sono due i colpi uno al torace e quello fatale sparato dietro la nuca”.

I colpi di pistola sono stati sparati da distanza ravvicinata, uno dei quali alla testa, il quale è stato fatale al giovane.

A stabilire le cause della morte del ragazzo è stata l’autopsia eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio. L’arma usata è una pistola di piccolo calibro.

Secondo gli inquirenti si tratta di una vera e propria esecuzione che avvalora la tesi che ad uccidere Alessandro è stato qualcuno che lui conosceva; secondo i carabinieri, il ragazzo si è incontrato con il suo assassino con il quale ha avuto una discussione e a quel punto è stato ucciso con due colpi di pistola.

L’unica cosa che resta da stabilire, se il ragazzo è stato ucciso a San Silvestro oppure se è stato trasportato in quel luogo.

I Carabinieri ora cercano di capire quale possa essere stato il movente. Nelle ultime ore ha preso quota l’ipotesi di una faida familiare; finora le piste più battute erano state quelle del giro di droga ovvero di un’amicizia sbagliata.

Addirittura c’è chi parla di usura o rapimento. Ma una svolta ci sarebbe stata da persone vicine alla famiglia che hanno raccontato dei contrasti che c’erano a causa di una proprietà.

All’interno della famiglia ci sarebbero infatti diverse liti, riportate dal Messaggero: “Laura, con il marito Paolo orafo a Firenze, aveva messo in vendita la casa di Spoltore (…). A confermare i rapporti tesi in casa Lamaletto c’è l’estromissione di Laura dall’azienda vitivinicola Il Feuduccio, a Orsogna in provincia di Chieti, realtà fondata vent’anni fa con passione da Gaetano Lamaletto al suo rientro dal Venezuela dove aveva costruito una fortuna. A Caracas l’anziano imprenditore aveva lasciato al figlio Camillo la conduzione della fabbrica di ceramiche per edilizia, la Grupo Lamaletto Balgres”.

Riguardo la macchina, ritrovata in una via del centro cittadino, gli inquirenti fanno sapere che gli effetti personali del ragazzo non sono stati ritrovati, non si trovano neanche le chiavi dell’autovettura, a parte il telefono cellulare sul quale sono in corso le indagini sui tabulati.

Dopo l’autopsia, il corpo di Alessandro Neri è stato riconsegnato alla famiglia. Si terranno sabato 17 marzo i funerali del ragazzo. Intanto stanno arrivando i parenti della famiglia della madre, Laura Lamaletto, originaria del Venezuela, mentre i fratelli del ragazzo ucciso che vivono all’estero stanno rientrando nell’abitazione di Villa Raspa.

 

 

 

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