Fiamme Gialle, operazione Santa Caterina: arresti e denunce per spaccio di droga

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Grande mobilitazione del Comando Provinciale di Pescara della Guardia di Finanza per un’articolata operazione contro lo spaccio di droga.

Dall’alba di oggi, il Comando delle Fiamme Gialle ha notificato 15 provvedimenti per un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti nel centro cittadino. L’operazione, nominata Santa Caterina in riferimento al nome della zona in cui sono stati effettuati i provvedimenti, ha comportato nel dettaglio 7 arresti in flagranza di reato, la denuncia di altre 20 persone e il sequestro di 4,5 kg di droga (tra cocaina, hashish e marijuana) nonché di 3.900 euro in contanti; 9 ordinanze di custodia in carcere, una ai domiciliari e cinque di divieto di dimora nel comune di Pescara, eseguite, fra Pescara, Montesilvano (Pescara) e alcune zone del Foggiano. Le indagini della Gdf iniziarono la scorsa primavera nel centro di Pescara, dove fu individuato un gruppo di cittadini extracomunitari che orbitava nella zona di Piazza Santa Caterina, spacciando droga noncuranti dei passanti che transitavano.

Dalle indagini condotte, risulta per giunta che, nel giugno 2016, il quantitativo di stupefacenti venne occultato nel contro soffitto di una toilette di una sala Bingo, successivamente sospesa dall’esercizio della propria attività.  Così il comandante provinciale, colonnello Vincenzo Grisorio “Questa indagine mostra come con un lavoro accurato portato avanti per mesi, sia stato possibile disarticolare una organizzazione che spacciava e trafficava droga in pieno centro cittadino. Questa operazione conferma ed evidenzia ancora una volta la presenza dello Stato e inoltre l’attenzione che le forze dell’ordine mantengono anche sui tanti cittadini extracomunitari presenti in città. Mi preme anche sottolineare la collaborazione di tanti cittadini che hanno denunciato i movimenti sospetti, segnalando delle criticità”.

Il tenente colonnello Michele Iadarola, comandate del Nucleo Provinciale di Polizia Tributaria ha spiegato che “I soggetti spesso avevano addosso la singola dose da vendere e per questo è stato oltremodo difficile agire e per questo abbiamo dovuto far ricorso a riprese video e osservazioni. Per quanto concerne gli acquirenti, si tratta nella stragrande maggioranza di italiani. In ultimo, trattandosi gli indagati quasi tutti di persone senza fissa dimora, non è stato semplice fermarli”.

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