Daniela Santroni (SI): prossimo obiettivo? Il bilancio partecipato

Daniela Santroni SI

Ritorno al sicuro, è il nome dell’iniziativa dell’amministrazione comunale di Pescara che da domani 7 luglio fino al prossimo 31 dicembre, garantirà un bus navetta notturno attivo tutte le sere dal Comune di Pescara fino a Francavilla al Mare. Di questo nonché delle criticità e punti di forza della realtà politica-sociale di Pescara, ha parlato in questa intervista il consigliere comunale di Sinistra Italiana Daniela Santroni.

Sinistra Italiana al Comune di Pescara: risultati ottenuti e obiettivi da raggiungere?

“Come ogni amministrazione comunale ci sono anche da noi luci e ombre ma partecipiamo attivamente alle diverse iniziative e progetti posti in essere. L’ultimo in ordine di tempo è l’apertura de Lo Spaz, centro di aggregazione autogestito da associazioni giovanili dove è possibile incontrarsi per studiare e divertirsi che, in pochi mesi, è già diventato un polo attrattivo per ragazzi e ragazze. Un progetto al quale tenevamo molto e varato da poco, è il Piano per la mobilità urbana sostenibile (Pums) attuato per la prima volta da un’amministrazione comunale. Altro passaggio importante è il Biciplan che investe l’intera regione Abruzzo: un progetto che unisce il poter andare in bicicletta ovunque alla possibilità di sbloccare 7 milioni di euro destinati a una serie di attività intorno alle piste ciclabili come creare una rete tra quelle esistenti e le future da realizzare. Stiamo aspettando dei finanziamenti per creare tutta una serie di servizi intorno alle due ruote: il Bike sharing, incentivi per l’acquisto delle bici elettriche, le marcature delle stesse e la ciclostazione. Per quest’ultimo aspetto siamo in discussione con le Ferrovie dello Stato per avere in concessione degli immobili nei pressi della stazione. Insomma, intorno alla mobilità sostenibile stiamo realizzando servizi e iniziative come i bus notturni, richiesta di ogni generazione cittadina e che diventerà reale da venerdì quando, per due mesi, dovrebbe iniziare una prima sperimentazione. Inoltre, sottolineo un miglioramento del fermento culturale urbano grazie a un processo avviato di rigenerazione di alcuni enti. Obiettivi futuri? Il primo sarà la redazione del Bilancio partecipato cioè metteremo a disposizione delle somme che, attraverso sondaggi online e in assemblea, i cittadini decideranno dove destinare. In fase di realizzazione, in quanto già approvato dal Ministero, la riqualificazione delle periferie attraverso fondi per 60 milioni di euro che parlano di ri-socializzazione del quartiere, opere pubbliche e altre opportunità per ricostruire una nuova dimensione urbana”.

Un’ombra che la giunta Alessandrini si trova ad affrontare è la questione acqua del mare.

“E’ sicuramente uno dei nodi più importanti e caldi. Non mi riguarda ciò che accade o accadrà a livello giudiziario, quello che mi interessa è ciò che l’amministrazione sta facendo. Il problema del mare è un problema importante perché è la nostra vita. Secondo me la definizione migliore della nostra città l’ha data Pasolini quando disse: ‘Pescara è l’unica città balneare d’Italia’. Ed è vero perché come posto in cui vivono parecchie persone, è l’unica che ha un rapporto quotidiano con il mare: per noi è importante andare in riva al mare per un caffè o a pausa pranzo; è quindi fondamentale che l’acqua torni a essere non solo decente, com’è adesso, ma veramente buona. Purtroppo non è così e non per colpa di questa amministrazione e nemmeno delle precedenti ma c’è un problema a monte: il fiume Pescara. Inquinamento che si protrae da anni in quanto, non facendosi i controlli, non sappiamo da quanto tempo persiste tale situazione. Ora finalmente sappiamo. Il fiume inquinato è il problema ma non l’unico: abbiamo fatto interventi per chiudere scarichi nei palazzi comunali e ora la situazione almeno nel nostro territorio dovrebbe essere risolta, adesso bisogna intervenire risalendo fino alle sorgenti. C’è un problema al depuratore specie quando piove perché l’eccesso di carico non riesce più a smaltire. Ecco, credo che più che raddoppiare lo stesso, si dovrebbero costruire delle vasche dove far sedimentare l’acqua piovana e poi trattarla successivamente. Ovviamente sono interventi che non possono essere fatti dalla mattina alla sera ma andavano fatti tempo fa. Inoltre stiamo cercando di intervenire anche grazie allo sblocco da parte della Regione Abruzzo del Masterplan e speriamo, nel corso di questa consiliatura, di appaltare altri lavori e completare quelli iniziati che hanno già ridato un valore qualitativo migliore alle nostre acque”.Daniela Santroni

Il mercatino etnico e la sicurezza, altri due temi su cui la cittadinanza si confronta.

“E sono strettamente correlati tra loro perché una parte della cittadinanza non vuole la presenza dei senegalesi proprio in virtù dei problemi di sicurezza che non limiterei a Pescara e l’Italia ma all’Europa. Noi abbiamo avuto un giudizio negativo sullo sgombero dello scorso anno ma ci siamo rimboccati le maniche e costruito un tavolo di relazione tra le istituzioni e la comunità senegalese che è tra le più integrate sul nostro territorio. Un percorso quindi che stiamo portando avanti in due: l’amministrazione che capisce l’opportunità di integrazione attiva e reale e la comunità senegalese che deve rispettare regole di convivenza e civiltà così come dettate dalle leggi italiane. Percorso difficile il cui risultato non è scontato perché l’integrazione, la cittadinanza attiva è davvero difficile in quanto si scontrano culture diverse dove loro non capiscono alcune cose di noi e viceversa. L’unica cosa che loro hanno capito di noi è che facciamo finta di niente e giustamente si sono adeguati a questo modo di vivere. Stiamo provando a fare un salto nel buio noi investendo 200mila euro di risorse pubbliche per creare opportunità concreta, e loro nella legalità di cui capiscono le potenzialità e sono consapevoli che potrebbero non riuscire ma, una parte di loro, vuole provarci. E’ passato già un anno e speriamo a settembre di far entrare una parte dei senegalesi nell’area del mercatino ristrutturata anche perché credo che questa situazione di forte disagio, sta generando forma di intolleranza anche da parte loro. Prima entriamo nella concezione dell’integrazione e non del diverso e prima l’insicurezza si trasformerà in qualcosa di diverso”.

Satyricom, #FLA e tanti altri rappresentano momenti culturali in crescita e che creano attrazione non solo per i pescaresi.

“Assolutamente sì. Abbiamo dato l’occasione a tanti giovani di partecipare in modo creativo e diretto, e devo dire che sono venute fuori parecchie novità e molte conferme. Tra le attività culturali più radicate sono da annoverare il Festival delle letterature dell’Adriatico e l’Indierocket Festival. Per entrambi sono 15 anni di crescita costante e continua il primo dell’ambito musicale il secondo nell’ambito della letteratura; non dimentichiamo Funambolika che sta prendendo sempre più importanza e valore. Tra questi due pilastri, con Pescara Jazz e i Premi Flaiano che necessitano però di una rigenerazione al loro interno, si sono inserite novità come Satyricom e il FuturFest, il festival che cerca di interrogarsi sull’uso delle nuove tecnologie nell’arte, cultura e lavoro. Queste per citare le più incisive ma non dobbiamo dimenticare alcune strutture come l’Aurum, per esempio, che è tornato a vivere ed è uno spazio davvero aperto a tutti. Tutto ciò significa che le associazioni sono tornare a bussare al Comune e ricevono supporto non solo economico ma soprattutto in termini di ascolto che, in alcuni casi, è ciò che fa la differenza”.

Concludiamo con la politica nazionale. Il tema caldo è la legge elettorale. Qual è la posizione di Sinistra Italiana?

“Abbiamo le idee chiare: vogliamo una legge proporzionale che inserisce la possibilità per l’elettore di scrivere il nome e cognome del candidato/a che intende eleggere. Aspetto di cui, in quella che ormai è abortita come proposta, non era presa in considerazione. Siamo d’accordo sulla soglia di sbarramento al 5%. Quindi: sì alle preferenze e una struttura proporzionale per essere il più vicini possibile al sistema tedesco”.

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