Domenico Pettinari racconta la sua “rivoluzione gentile”

Il Consigliere M5S ,Domenico Pettinari annuncia esposto sul alloggi per i terremotati troppo cariIl Consigliere M5S Domenico Pettinari annuncia esposto su alloggi per i terremotati troppo cari

Una rivoluzione gentile: è questo il calzante ossìmoro con cui Domenico Pettinari, vice presidente V Commissione del gruppo consiliare Movimento 5 stelle, sintetizza e suggella il modus operandi di una forza politica che ha creato sostanzialmente un’inversione sotto molteplici aspetti.

Andiamo ad analizzare uno per uno quali sono questi aspetti e l’operato con cui fronteggiare le criticità sul territorio.

Consigliere, qual è l’evoluzione del Movimento 5 stelle nell’attuale contesto politico?

Gli aspetti caratterizzanti sono parte integrante di quella inversione di tendenza che ci differenzia e che nella storia d’Italia, da 70 anni a questa parte, non c’è mai stata. Partendo dal presupposto che nell’immaginario collettivo i politici sono additati come coloro che sottraggono denaro, noi siamo al contrario quelli che si sono dimezzati lo stipendio: ecco l’aspetto cardine. Ad oggi, in 5 consiglieri regionali, abbiamo attuato una restituzione di oltre 450mila euro. In primis, questi soldi sono stati destinati al fondo di microcredito regionale per le piccole e medie imprese che ha già dato vita alla costituzione di oltre 80 nuove imprese in Abruzzo. Si tratta del microcredito 5 stelle gestito dalla cooperativa di garanzia della Confartigianato, presso cui tutti i cittadini possono richiedere un prestito fino a un importo di 25mila euro. Un’altra parte delle nostre retribuzioni, pari a 220mila euro, l’abbiamo convogliata verso l’acquisto di una turbina spala neve, l’unica oggi di cui la Regione Abruzzo è proprietaria. Un altro aspetto peculiare è il mandato a termine degli esponenti del Movimento, in quanto noi possiamo farne al massimo due. Non ultimo, nelle nostre liste sono presenti solo persone incensurate. Dal 2014, anno di ingresso nella Regione Abruzzo, il consenso nei nostri riguardi è cresciuto notevolmente. Siamo contattati quotidianamente da decine di persone che chiedono il nostro intervento. Potremmo fare ancora meglio, ma al momento siamo attestati come l’unica opposizione credibile. Dirò di più: sono addirittura onorato di essere l’unico che è stato citato in giudizio per lesa immagine dal governatore della Regione Luciano D’Alfonso che mi ha chiesto 200mila euro di risarcimento danni. Io ritengo questa azione un vero e proprio attestato di riconoscimento del lavoro svolto da parte di un avversario politico.

Parliamo delle dinamiche territoriali e delle azioni strategiche intraprese.

I miei settori di intervento sono gli alloggi popolari sull’intero territorio regionale, la lotta alla criminalità nei quartieri periferici cosiddetti “caldi” e le disfunzioni nella sanità. L’80% del bilancio regionale è destinato alla sanità che è la voce più importante. Per quanto concerne gli alloggi popolari, sono attivo in aree, quale Fontanelle, in cui i residenti sono esasperati e ghettizzati, dove riscontro il lassismo da parte delle istituzioni, con storie quotidiane di degrado, emergenza sociale e di sicurezza. Tra l’altro le abitazioni sono dei tuguri, strutture fatiscenti che necessitano di manutenzione straordinaria e in cui vivono anziani, disabili e bambini. Anche sul fronte aquilano persiste una situazione insostenibile: a seguito del sisma del 2009, i cittadini assegnatari degli alloggi popolari sono stati trasferiti nelle case Map perché gli alloggi necessitavano di ristrutturazione. Ma oltre il danno la beffa, in quanto ora sono costretti addirittura a pagare un canone sociale doppio. Io mi sono fatto portavoce affinché a questi cittadini venga perlomeno assegnato lo stesso canone che pagavano precedentemente.

Sul fronte sanità qual è la situazione che si è presentata a seguito di alcuni raid?

Abbiamo trovato situazioni devastanti; per limitarci al nosocomio pescarese, abbiamo grandi sperperi di denaro pubblico per apparecchiature inadeguate. Depotenziamento e declassamento dei reparti. Da sottolineare le nostre eccellenze, quale il reparto allergologia, ma la riduzione del personale e, dunque, delle prestazioni sanitarie dirotta l’utenza verso strutture private.

Un apparecchio teleradiografo, acquistato nel 2013, costato 167mila euro, abbandonato per due anni nel distretto sanitario di Pescara Nord. Nel 2015 si cerca di azionarlo per la prima volta e si scopre che il detettore non è funzionante; per ripararlo servono altri 72,054 euro, ma la garanzia è scaduta dopo i due anni di abbandono. Oggi 2017, a 4 anni dall’acquisto, il teleradiografo giace abbandonato nel distretto di Pescara Nord. La Asl, sembra sempre più l’azienda Sprechi locale, più che sanitaria. Ad affermarlo è il consigliere regionale Domenico Pettinari che a seguito di una segnalazione ha approfondito questo ennesimo caso di spreco di soldi pubblici all’interno della Asl Pescara.

Segnaleremo ai Nas questa vicenda per capire se c’è un danno erariale per le casse pubbliche. Gli sprechi che in questi anni si sono verificati rappresentano una palese mala gestione dei soldi dei contribuenti. I servizi diminuiscono, i presidi sono intasati con ore di attesa e quando si dispone di un macchinario che potrebbe smaltire code e aumentare i servizi si lascia giacere nelle stanze.

Ma quello che più mi preoccupa è che la Giunta regionale nell’applicare i drastici tagli agli ospedali d’Abruzzo ha sempre portato come rassicurazione un aumento dei servizi nei distretti sanitari. Il diritto alla salute è imprescindibile, invece ci troviamo in situazioni che versano sempre più nel degrado e nel non rispetto dei pazienti.  Solo ad esempio portiamo il caso dei pazienti in dialisi presso l’ospedale di Pescara: è da oltre un anno che lamentano disservizi nel condizionamento delle sale preposte al trattamento, già di per sé invasivo, eppure è arrivato un’altra volta il caldo ed i condizionatori nel reparto non funzionano.

Per quanto concerne il caso appalti nelle mense scolastiche?

Abbiamo esposto il caso all’autorità giudiziaria. Le mamme dei bambini lamentavano pasti scadenti e costi altissimi. Alcuni funzionari comunali avevano chiesto l’assunzione dei propri figli in cambio del non controllo sull’erogazione dei servizi.

Infine, volgiamo uno sguardo sull’aeroporto d’Abruzzo.

Analizzando i bilanci, sono state compiute scelte non condivisibili, dovute ad una cattiva gestione e ad un’amministrazione fallimentare. Bisogna promuovere una politica di incoming. Noi siamo per il potenziamento dello scalo abruzzese.

 

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