Editoria, gli autori abruzzesi contribuiscono al successo nazionale

Editoria e autori abruzzesiEditoria e autori abruzzesi

Se l’editoria nazionale sta vivendo una nuova stagione, lo si deve principalmente agli autori abruzzesi. Simona De Lucia, insegnante, ha recensito per noi il libro di Elìaba, “Fuori dal baratro”.

E se nella narrativa è acclarato il successo di Donatella Di Pietrantonio, anche nella saggistica Donato Di Francesco sta scalando vette molto importanti. Negli anni passati l’autore, 85enne di Sant’Eusanio del Sangro, aveva già riscosso un grande successo con il volume «Così parlò Zì ‘Ntonie», opera scritta costruita sul documentario da lui stesso prodotto quando lavorava in Rai e tuttora visibile su YouTube. Adesso, il dialogo con questo personaggio che rappresenta il mondo contadino abruzzese più autentico si è spostato a livello nazionale con la produzione di «Fuori dal baratro! Cultura cittadina e perversioni moderne» (I libri di Emil, Bologna) dove l’autore, firmandosi con il nome sacro Elìaba, propone come centrale il conflitto fra ragione e fede: il protagonista sostiene che bisogna “affidarsi”, nel senso più religioso e metafisico del termine, a Dio, recuperarne il mistero arcano e insolubile, diffidando quindi tanto di una fede storicizzata.

Cover Eliaba

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Si tratta di un volume che stronca tutto il mondo moderno e i falsi miti che quotidianamente ci propina, dove prorompe la dicotomia fra la città e la campagna, un tempo abbandonata ed ora rivalutata. Persiste la «cultura dell’apparire e non dell’essere; è la cultura dell’ingordigia e non della temperanza; della presunzione e non dell’umiltà; del piacere e non della gioia; del possesso e non dell’uso; dell’eccezione e non della regola; del dissidio e non della comunione; del dominio e non del servizio; è la cultura dell’esibizione e non della riservatezza, dell’accaparramento e non del dono…». Invece De Francesco, recensito anche sulla rivista californiana «L’Italo-Americano», attraverso zì ‘Ntonie dà voce all’istinto dell’anima in ciascuno di noi, rigettando tutte le miserie della vita e del contesto storico e sociale che viviamo per immergerci in una sacralità della vita che facciamo ancora una immensa fatica a capire, decifrare, studiare. Non è un saggio per tutti, quello di Elìaba, e non a caso è sconsigliato a chi crede di vivere nel migliore dei mondi possibili. Certo è un libro che induce alla riflessione: e solo per questo, merita di essere letto tutto d’un fiato.

Simona De Lucia

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