12 Miglia, la mozione di Sinistra Italiana

Mozione 12 Miglia

Sinistra italiana, presentata la mozione “12 Miglia”a firma di Serena Pellegrino: “Gli italiani hanno interessi diversi da quelli delle compagnie petrolifere. Condividiamo le preoccupazione degli ambientalisti sul fatto che per l’ennesima volta si prova ad aggirare la volontà dei cittadini italiani: nonostante la legge di Stabilità di poco più di un anno fa abbia recepito le indicazioni del referendum e bloccato le trivellazioni entro le 12 miglia (20 km) dalla costa”.

Per questo il 20 aprile scorso la deputata Serena Pellegrino ha presentata quella che per brevità è  soprannominata “Mozione 12 Miglia”, il cui titolo esteso fa espresso riferimento al nuovo disciplinare tipo per il rilascio e l’esercizio dei titoli minerari per prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale. La situazione che è stata descritta configura scenari inequivocabili: il decreto Calenda che apre la possibilità di nuove trivelle, la previsione di cancellare retroattivamente, dal 2011, le imposizioni fiscali Imu e Ici alle piattaforme petrolifere, il progetto di cancellare l’obbligatorietà della Valutazione di Impatto Ambientale alle fasi di dismissione delle infrastrutture estrattive in mare, le scelte di politica energetica che invece di imboccare decisamente la via delle rinnovabili continuano adessere appiattite dal peso delle compagnie petrolifere sulle decisioni del governo, il Parlamento che viene scavalcato con meccanismi che sono di fatto derogatori alle leggi vigenti.

“In questo contesto – afferma Daniele Licheri Segretario regionale Sinistra Italiana Abruzzo – e accogliendo le istanze dei movimenti NO TRIV, A SUD, GREEN ITALIA, è nata la mozione parlamentare condivisa che auspichiamo si estenda ulteriormente in maniera trasversale. Con essa intendiamo impegnare il Governo a dare piena attuazione al concetto di intesa con le Regione, riconoscendo con ciò quella potestà concorrente prevista dalla Costituzione mantenuta grazie al risultato referendario di dicembre scorso. Ci aspettiamo inoltre che si stabilisca che l’intesa delle Regioni sui titoli minerari sia data al termine del procedimento unico ma prima dell’adozione del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico. E infine che la modifica dei programmi dei lavori relativi alle concessioni entro 12 miglia già in essere, non concerna piattaforme e pozzi non previsti dal programma originariamente presentato. Per questo – prosegue il segretario – sollecitiamo anche la Regione Abruzzo ad esercitare il proprio diritto di replica sulle iniziative del Governo in materia energetica: a maggior ragione essendo una delle tre regioni  promotrici del referendum NO Trivelle si attivi immediatamente con strumenti di ricorso formale contro il decreto del Mise. D’Alfonso e la sua giunta intervengano immediatamente: ai cittadini abruzzesi non interessa cosa vogliono le compagnie petrolifere, interessa un cambio concreto di rotta in materia di scelte energetiche,
rinnovabili e non fossili, di ambiente e di salvaguardia del territorio, delle persone e dei loro reali interessi”.

 

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