Totò e gli abruzzesi, il ricordo a 50 anni dalla scomparsa

Totò e gli abruzzesi

Quest’anno, il 2017, si celebrano in tutta Italia, con numerose manifestazioni, i cinquant’ anni dalla scomparsa di Totò. Un personaggio complesso. Non solo un grande attore nel senso tout court del termine, ma una personalità culturale che rappresenta un’epoca della storia italiana, la seconda metà del novecento – ma è ancora attuale – attraverso una filosofia che ha colto e recitato la vita, soprattutto quella degli umili, quella del mezzogiorno.

Venerdì 19, alle ore 19, all’auditorium Flaiano di Pescara l’associazione culturale La Nave di Cascella (presidente Silvano Console) ha organizzato l’evento Omaggio a Totò a 50 anni dalla morte (15 aprile 1967- 15 aprile 2017) sul tema particolare Totò, Flaiano, e … gli abruzzesi, con la partecipazione di Germano D’Aurelio (‘Nduccio) e la narrazione critica di Silvano Console. Nel corso dello show sarà rappresentato Il Principe metafisico: Oriana Fallaci intervista Totò, da L’Europeo del 6 ottobre 1963, con Luigi Ciavarelli e gli attori della Compagnia Il Mosaico. Il progetto (oltre a quello centrale del Flaiano, comprende molti eventi collaterali presso il Mediamuseum, i Centri sociali per gli anziani di Pescara e provincia) e si impernia sul rapporto tra Totò e l’Abruzzo, ovvero sul rapporto del grande attore con personalità importanti della nostra cultura e dello spettacolo dell’Abruzzo. In particolare Ennio Flaiano e Alessandro Cicognini, ma anche le attrici Maria Pia Casilio e Giulia Rubini, oltre a Carlo Delle Piane.

Amici del Principe

Amici del Principe

Due attrici abruzzesi nei film di Totò

Maria Pia Casilio (Castelnuovo di San Pio delle Camere – L’Aquila, 5 maggio 1935 – Roma, 10 aprile 2012) interpretava per lo più la ragazza di provincia dal viso grazioso, i modi spicci e la voce nasale, una delle caratteriste più valide e longeve della commedia all’italiana. Debutto: Umberto D (1952) di Vittorio De Sica. Pane, amore e fantasia (1953) di Luigi Comencini, Il medico dei pazzi (1954) di Mario Mattoli, Un americano a Roma (1954) di Steno, nel ruolo della fidanzata di Alberto Sordi, Totò, Peppino e i fuorilegge, regia di Camillo Matrocinque (1956).

Giulia Rubini (Pescara, 2 giugno 1935) veniva chiamata per interpretare giovani dolci e un po’ ingenue. Lo Zio Pasquale De Antonis, famoso fotografo d’arte (autore con Tommaso Cascella di opere sul folklore e le tradizioni popolari) aveva lo studio fotografico a Piazza di Spagna punto di riferimento per incontri culturali. Nella capitale frequenta Ennio Flaiano che gli dedica anche il racconto “Le fotografie”, frequenta il Caffè Greco di via Condotti. Appese in vetrina un ritratto a colori, una delle prime foto a colori dell’epoca, della nipotina Giulia Rubini. La vide il regista Luciano Emmer e la arruolò per il provino per il film che stava preparando, “Terza liceo”. Giulia aveva 17 anni, e frequentava il 4° magistrale. Iniziò così la sua carriera di attrice.

Ne La banda degli onesti, regia di Camillo Mastrocinque, Giulia Rubini interpreta Marcella, figlia di Peppino Lo Turco (Peppino De Filippo, il tipografo), che si innamora di Michele, il figlio finanziere di Antonio Bonocore (Totò, il portiere del condominio).

Totò e Flaiano

Ennio Flaiano è stato il soggettista e lo sceneggiature di alcuni dei più bei film di Totò (Guardie e ladri, Totò e Carolina, Dov’è la libertà)

Su questo ultimo film, diretto da Roberto Rossellini, scrive Flaiano:

Per la prima volta Totò si staccava dai suoi modi direttamente comici per un saggio d’interpretazione realistica, che tuttavia il pubblico rifiutò. Totò uscito di galera si aggirava cercando una solidarietà, una verità umana e trovando solo la frode e il tornaconto, una realtà sociale che lo spingeva a ritornare in carcere tra i suoi compagni.

Totò va cercato nel suo centinaio di film, non in uno solo, nella continua follia di una maschera che non fa della satira o tanto meno della sociologia, ma propone esclusivamente se stessa. I film di Totò restano (…) e questo è un fenomeno unico.

I tartassati

I tartassati

Quello che purtroppo non resta è il Totò di cui ero un fervente ammiratore, il Totò dei palcoscenici di quartiere, nei lontani Anni Trenta.

 

Totò e il musicista pescarese Alessandro Cicognini

Alessandro Cicognini, nato a Pescara il 25 gennaio del 1906 al numero 8 di Piazza XX Settembre (l’attuale Piazza Alessandrini), è l’autore delle più celebri pagine musicali del cinema neorealista italiano dell’immediato dopoguerra, quando dietro la macchina da presa c’erano registi come Germi, De Sica, Zampa, Visconti e De Santis, che affidavano le colonne sonore alle note di maestri del calibro di Cicognini, Nino Rota, Rustichelli, Mannino e Petrassi. Alessandro Cicognini firmò le colonne sonore di celebri film interpretati da Totò, quali Totò, Peppino e i fuorileggeSiamo uomini o caporali , La banda degli onesti, e, soprattutto, Guardie e ladri.

Maria Pia Casilio di San Pio delle Camere

Maria Pia Casilio di San Pio delle Camere

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