Restaurata lapide dedicata alle vittime guerra del ’17

La lapide sulla facciata dell'ex Ferrhotel in ricordo delle vittimeLa lapide sulla facciata dell'ex Ferrhotel in ricordo delle vittime

Ieri mattina si è svolta la commemorazione del centenario del bombardamento sulla città di Pescara durante la prima guerra mondiale con l’inaugurazione di una lapide posta sulla facciata dell’ex Ferrhotel in ricordo delle vittime.

All’evento hanno partecipato le associazioni combattentistiche e d’arma, le autorità civili e militari, insieme ad una classe V della scuola elementare “Ignazio Silone” di via Milano, oltre alle autorità politiche cittadine.

“La memoria è sempre il migliore esercizio che c’è perché la comunità recuperi una parte della propria storia – così il sindaco Marco Alessandrini salutando gli intervenuti – Ringrazio, a nome della città, l’assessore Marchegiani che con il suo gesto ha restituito un pezzetto del nostro passato. Parliamo di un evento di cui pochi hanno memoria ma che ha toccato la nostra comunità di allora che ha voluto serbare il ricordo delle tre vittime realizzando la lapide oggi restaurata. Questa epigrafe parla a noi, ma soprattutto ai giovani, che dovranno a loro volta portare nelle proprie vite questi fatti affinchè appartengano anche al nostro futuro”.

“Il 4 maggio del 1917 Pescara viveva uno dei primi bombardamenti e io ho voluto celebrare il ricordo delle vittime perché quella data fu molto sentita dalla nostra popolazione di allora. E’ un giorno che ci appartiene e che deve essere inserito fra quelli che la città deve ricordare – così l’assessore alle tradizioni cittadine Paola Marchegiani – La targa restituisce la memoria di quel bombardamento quando cinque velivoli austriaci ci colpirono. Due le ipotesi del senso dell’operazione: la prima vedeva la strategia di colpire Piano D’Orta e Bussi dove si producevano materiali per l’industria bellica avversaria; la seconda, suggerita dallo studioso di storia e nostre origini Antonio Bini, arriva dal francese Gabriel Faure che, nel suo libro di viaggi Pellegrinaggi Italiani, raccontò il suo passaggio a Pescara e vide in quelle bombe un’azione contro D’Annunzio e il suo irredentismo”.

“Il restauro è stato eseguito da Giorgio Mori, docente della cattedra di restauro presso l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, aiutato da due collaboratori che sono rimasti a Pescara quattro giorni e mezzo per effettuare questo lavoro che ho voluto finanziare con il 20 per cento della mia indennità da assessore – continua la Marchegiani – Mi sono impegnata personalmente per restituire alla città qualcosa che gli appartiene, com’è accaduto per il progetto di illuminazione del Museo Cascella che accenderemo entro maggio e come accadrà anche per lo smontaggio, il trasporto e il recupero della grande opera ceramica di Di Prinzio che si trova davanti all’ingresso delle Naiadi. Tutti questi interventi di restauro vedono impegnata la cattedra del professor Mori e l’Accademia”.

Le ricerca delle ragioni di quelle bombe è compito degli storici. Da parte nostra era doveroso far rivivere la memoria di ciò che accadde e delle tre persone che morirono – conclude l’assessore – Un gesto dovuto anche per sottolineare la lungimiranza e la sensibilità dei concittadini dell’epoca che, dopo il bombardamento, si affrettarono a mettere accanto alla lapide un’epigrafe dedicata a Battisti perché la città portasse nel suo cammino la memoria di ciò che avvenne”.

 

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