Bussi, il “respiro” velenoso della discarica Tremonti

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La discarica Tremonti di Bussi esala sostanze pericolose nell’aria. Forum H2O: “La Procura di Pescara batta un colpo”

Il grido d’allarme nella nota stampa diffusa dal Forum H2O: “La discarica Tremonti rilascia sostanze pericolose anche attraverso il gas interstiziale dei terreni e dei rifiuti: lo rivelano le ultime indagini condotte dall’Arta e riassunte in un verbale di una riunione tecnica tenuta presso il Ministero dell’Ambiente lo scorso 3 marzo. Cos’altro deve accadere per attivare messa in sicurezza e bonifica? Le omissioni durano da oltre un decennio e i cancerogeni fuoriescono ogni giorno. La situazione peggiora”

“L’Arta – spiega il Forum nel comunicato – ha misurato nel cosiddetto soil-gas diversi parametri tra cui i pericolosi Composti Organici Volatili (COV), un gruppo eterogeneo di sostanze che contiene diverse molecole molto critiche, tra i quali, a mero titolo di esempio, gli idrocarburi clorurati. L’Agenzia ha rilevato elevate concentrazioni di COV sia presso gli sfiatatoi costruiti dal Commissario Goio al momento del capping sia presso i piezometri realizzati a suo tempo per valutare l’inquinamento delle acque sotterranee. Nel verbale della riunione tecnica ci sono altri elementi di interesse. I vari enti coinvolti (Arta, Ispra, Iss) confermano sostanzialmente l’idea di partire comunque dai dati pregressi per eventuali approfondimenti. L’Arta, ad esempio, conferma la validità del Piano di caratterizzazione del Commissario Goio chiudendo ad interpretazioni divergenti su cui si era discusso per mesi; inutilmente, come avevamo subito denunciato. Altro tempo perso. Ispra ritiene che si debba partire dal modello proposto dal Commissario per eventuali integrazioni da parte di Edison”.

“Come Forum H2O riteniamo che bisogna evitare forme di “accanimento analitico”. Lì c’è una discarica di rifiuti tossici, ammessa da tutti. Ci sono montagne di dati che confermano che esiste intanto un ammasso di terreni contaminati e rifiuti di 154.500 mc. Edison può proporre tutte le integrazioni che vuole ma ciò non può ritardare ulteriormente gli interventi di messa in sicurezza, la redazione del progetto di bonifica e la sua esecuzione come prevede la legge. Siamo pronti a denunciare qualsiasi tentativo di spostare in là di altri anni gli interventi con la scusa di nuove analisi. Abbiamo già divulgato i monitoraggi che confermano che la situazione di contaminazione, in assenza degli interventi previsti dalle leggi, sta peggiorando. Anche siti esterni alla discarica Tremonti si stanno rivelando contaminati, addirittura da diossina e non sono in sicurezza. Le acque sotterranee a valle del sito hanno valori di cancerogeni e/o tossici come cloruro di vinile ed esacloroetano superiori di centinaia o migliaia di volte i limiti di legge”.

“Vorremmo capire cosa pensa di fare la Procura di Pescara rispetto alla fuoriuscita giornaliera di cancerogeni e sostanze tossiche, ora anche nell’aria dopo acqua e terreni – conclude Forum H2O – Dal 2007 (dal 2004 per il sito industriale) si ha consapevolezza che da Bussi si riversano nell’ambiente a valle sostanze pericolose per animali, compresi gli esseri umani, e piante. Abbiamo gli alberi contaminati da clorurati. Abbiamo i pesci al mercurio. Sono violate palesemente tutte le scadenze di legge possibili ed immaginabili per gli interventi di messa in sicurezza e di bonifica, dalle norme internazionali a quelle nazionali fino ad arrivare a quelle regionali. Ci sarà pure qualche responsabile, oppure no? I cancerogeni possono forse andare a valle liberamente per legge? Addirittura ci sono enti inadempienti da oltre un decennio nell’individuazione del responsabile della contaminazione di diverse aree del sito causando gravissimi ritardi nell’avvio delle operazioni di bonifica. Noi queste cose le abbiamo messe nero su bianco da anni, in particolare con un dettagliatissimo esposto del maggio 2016. Finora nessuna risposta. Non sappiamo cosa deve ancora accadere per perseguire le responsabilità di questa situazione intollerabile e fermare la diffusione della contaminazione in atto.

Siamo pronti a ricorrere anche alla Commissione Europea e a realizzare altre azioni molto dure se non si ferma la fuoriuscita di inquinanti e se non si bonifica come prevede la legge” .

 

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