Zeman: “Moggi non può darmi insegnamenti”

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Zeman festeggia le 1000 panchine. Sarà una giornata particolare quella che si appresta a vivere domani nell’anticipo dell’8^ giornata di ritorno il tecnico del Pescara.

Una giornata importante in uno stadio il Marassi di Genova che lo vide protagonista, cinque anni fa, di una splendida promozione in Serie A.

Era la formazione di Immobile – Insigne e Verratti.  In casa Pescara, dopo l’opaca prestazione di Chievo, urge un immediato riscatto e contro la Sampdoria potrebbero esserci novità come dichiarato dal tecnico in conferenza stampa: “Per me è sempre la prima, non ho contato le mie panchine. A Genova ci arriviamo in condizioni diverse rispetto a cinque anni fa, ovviamente. Non pensiamo di vincere tutte le partite, speriamo di vincerne quanto basta e di fare meglio di quanto visto contro il Chievo. Non posso anticipare la formazione, la squadra si è impegnata molto, potrebbe esserci qualche novità. Hanno capito qualcosa in più, devono giocare semplice come contro il Genoa. Sapevo che quella contro il Chievo sarebbe stata difficile, giocano insieme da anni e sanno gestire, noi invece facciamo cose che ancora non sappiamo fare. Qualcosa in più però mi aspettavo, soprattutto in fase offensiva. Non hanno influito i carichi di lavoro, hanno fatto due saltelli, era più un riscaldamento. La Sampdoria è difficile da leggere, ha fatto risultati importanti contro grandi squadre. Preferisco dar spazio a quelli che hanno giocato di più fino a ora. Giampaolo è bravo, sa organizzare la squadra, soprattutto per gli inserimenti di Muriel che fa la differenza.”

Al termine della conferenza stampa, mister Zeman non risparmia battute al vetriolo su Alessandro Moggi, figlio di Luciano. “La sua famiglia non può darmi insegnamenti”.

Sarà una partita particolare anche per Marco Giampaolo, ex team manager del Pescara, ai tempi di Giovanni Galeone; nella consueta conferenza stampa anche il mister sampdoriano fa il punto della situazione: «Speriamo che il Pescara non ci porti a fare una partita simile a quella di una settimana fa, perché non abbiamo fatto bene. È l’unica di questo intero campionato che ha sia me sia i calciatori. La prossima quindi è da vincere. Abbiamo l’ambizione di essere in classifica la prima tra le altre. Dove le altre sono tutte le squadre che ritengo arrivabili: escludo perciò le prime otto, che hanno organici e obiettivi diversi».

Per fare il salto però bisogna imparare a dare scacco ad avversari che si chiudono fino nella loro area.  «A Palermo ci siamo assuefatti all’iter mentale e ai tempi che ci sono stati imposti – dice con una smorfia il mister -. Quest’anno siamo sempre stati propositivi, quando abbiamo vinto e quando abbiamo perso. Noi non possiamo prendere la strada dell’attesa come abbiamo fatto al “Barbera”. Abbiamo sempre preso di petto le partite e così bisogna continuare a fare».

Nell’ultima conferenza si era parlato di una settimana ideale sul piano dell’allenamento. E il tecnico conferma: «Avevo sensazioni positive: non un calo di tensione, mai un atteggiamento superficiale. E invece siamo entrati in quel tipo di andamento che faceva il caso loro. Un po’ uno stallo alla messicana. Evidentemente ci siamo messi a pensare che c’era sempre tempo per sbloccarla e che qualcosa sarebbe successo, ma questo atteggiamento non fa per noi».

A chi chiede una valutazione sul centrocampo di domenica scorsa, Giampaolo risponde così: «Torreira ha la convinzione e la testa di chi ha giocato sempre, Cigarini non può avere quel tipo di convinzione o di testa, perché di partite ne ha giocate quattro. In quel particolare ruolo serve continuità; ma non è certo lui alla base del rendimento sottotono: tutta la squadra ha giocato sotto le aspettative». «Questa squadra non dà avvisaglie sul fatto che possano mancare delle motivazioni – assicura il mister -. Noi dobbiamo fare sì che in queste dodici partite trasformino il nostro campionato da buono a ottimo. Al primo posto tra le motivazioni c’è la maglia, il rispetto per la storia della società e del club per cui si gioca o allena. Questo viene anche prima del singolo. Il derby? Un secondo dopo il triplice fischio di sabato inizieremo a pensarci. Si va avanti una partita alla volta».

A dirigere l’incontro sarà il signor Pasqua di Tivoli, assistenti Di Fiore – Lo Cicero, quarto uomo Cariolato, addizionali: Massa – Serra.

 

 

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