I resti dell’antica Aternum a piazza Salotto

Gianfranco Di Donato Alessio Consorte Massimo Pilone

Proseguono senza sosta le ricerche portate avanti da Alessio Consorte per ritrovare i resti di Aternum, l’antica Pescara risalente al periodo di epoca romana.

Dopo aver scandagliato la foce del fiume risalendo sino alla sorgente nei pressi di Popoli, il videomaker appassionato di archeologia ha già raccolto validi elementi che porterebbero alla ricostruzione di ponti ed arcate presenti nel sottosuolo e che cambierebbero la storia indefinita e misteriosa legata alle origini della nostra città. Tutto è documentato da filmati e testimonianze che saranno oggetto di un documentario in fase di realizzazione. La tecnica utilizzata per perlustrare il territorio sottostante viene effettuata mediante georadar, un sofisticato apparecchio che permette, attraverso indagini non invasive, di riscontrare anomalie in profondità.

Gli studi sono stati affidati al geologo Massimo Pilone che nei giorni scorsi ha presentato una relazione in merito alla sensazionale scoperta condotta da Consorte in pieno centro cittadino.

Aeternum Pescara

“Attraverso linee guida di un tracciato immaginario, abbiamo incentrato le nostre attenzioni nella zona di piazza Salotto per verificare la presenza di stratificazioni simili a muri di cinta progettati e costruiti diversi secoli fa. Nello specifico – prosegue Pilone – le onde elettromagnetiche del radar sono comparse in maniera evidente nell’area dell’ex bar D’Amico dove attualmente ha sede la gioielleria Arlini. La particolarità sta nella quota posta a circa tre metri da piano calpestìo sia perchè si sviluppano solo nel lato interno del portico e non per tutta la larghezza, ponendo in evidenza il fatto che presumibilmente non si tratti di travi di collegamento non attinenti al periodo costruttivo e neanche di plinti interi di fondazione. E’ consigliabile una verifica più approfondita sull’eventuale presenza di interrati fruibili”. Ad avallare le ipotesi attendibili dell’esperto è intervenuto anche Santo Cassarino, un operaio edile che è stato testimone venti anni fa di un ritrovamento proprio nella zona interessata. “Lavoravo in un cantiere dove adesso sorge l’hotel Victoria quando, durante gli scavi, la ruspa andò a cozzare contro un muro ad arcata andato completamente distrutto dall’impatto violento. La pompa a getto di cemento ricoprì tutto”.

Nei prossimi giorni ci sarà un incontro con i responsabili della Sovrintendenza ai Beni Archeologici per disegnare un piano di azione congiunta e proseguire con le esplorazioni.

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