Presentata a Pescara la nascita del Movimento di Impegno Educativo di Azione Cattolica “MIEAC Abruzzo”

MIEAC Abruzzo studenti

“La nascita anche in Abruzzo, a Pescara, del Movimento di Impegno Educativo di Azione Cattolica, che ho l’onore di presiedere su disposizione di Sua Eccellenza Monsignor Tommaso Valentinetti, ha l’obiettivo di rimettere al centro del dibattito il valore di un progetto educativo che riaccenda i riflettori sul valore della persona, dell’essere umano, e della sua capacità di tessere relazioni sociali che costruiscono la comunità. Ripartiamo dall’Enciclica della ‘Magnifica Humanitas’ di Papa Leone XIV che non demonizza l’Intelligenza Artificiale ma ne traccia le coordinate affinchè mai l’uomo soccomba alla macchina”. Sono le parole con le quali il Presidente del MIEAC Abruzzo, Alessandra Di Pietro, Dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore ‘De Cecco’, ha aperto i lavori della giornata odierna del Movimento in una sala consiliare comunale gremita di Istituzioni civili e militari, oltre che di studenti, docenti ed educatori. Presenti, tra gli altri, l’onorevole Guerino Testa, il sindaco Carlo Masci, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, tra i quali il Generale Baldassarre Daidone, delle Associazioni di volontariato e del Terzo settore e Antonio Di Giosaffat responsabile delle Cooperanti Paoline e delle Librerie San Paolo. A caratterizzare l’incontro la presenza del Presidente Nazionale del MIEAC Giovanni Battista Milazzo, il viceassistente nazionale del MIEAC e vicario della Provincia Italia della Società San Paolo Don Guido Colombo, promotore della presenza del movimento in Abruzzo, il Direttore dell’Istituto superiore di Scienze religiose ‘Giuseppe Toniolo’ di Pescara Don Alessio De Fabritiis, l’assistente ecclesiastico nazionale del MIEAC Don Luigi Vitale e l’assistente ecclesiastico diocesano del MIEAC Don Antonio De Grandis, Presidente del Tribunale Ecclesiastico interdiocesano Abruzzo e Molise. A moderare l’incontro il Direttore responsabile di Radio Speranza InBlu Davide De Amicis.

“La costituzione del Movimento ci invita a un momento di riflessione – ha sottolineato il Presidente Di Pietro – per parlare insieme di valori educativi: sottolineiamo che il progetto educativo non è solo responsabilità della famiglia e della scuola, ma è responsabilità di tutti. Il movimento si riconosce nei valori cristiani, ma vedo nella sala tanti studenti di religione mussulmana, e allora dico loro che il movimento è un luogo inclusivo, aperto, accoglie tutti coloro che vogliono mettersi in gioco con le loro idee, impegno e tempo, è il luogo in cui si incontrano anche esperienze culturali e professionali diverse, sensibilità diverse per riconoscersi in grandi valori umani e cristiani, per collaborare insieme. Dobbiamo porci una domanda: cosa significa educare oggi? Sicuramente significa trasmettere competenze, conoscenze e strumenti culturali che permettono di affrontare la vita e il lavoro, ma non basta. Educare non è solo creare persone competenti, educare è accompagnare la persona nella costruzione della sua autonomia, della sua libertà, della capacità di assumersi le responsabilità, è costruire una interiorità capace di reggere il peso della vita e delle sconfitte, perché la vita non è solo una successione di risultati, di prestazioni, di obiettivi, ma è fortemente ricerca di senso, di ascolto reale, di incontro, la vita è capacità di scelta, di amare, di assumersi responsabilità. L’educazione non deve trascurare alcuna delle dimensioni dell’essere umano, che è un insieme complesso di cuore e ragione, educare significa integrare conoscenza, valori e relazioni. Noi difendiamo i ragazzi, quando facciamo educazione ai sentimenti, quando sosteniamo la capacità di gestire stress e conflitti”.

“La presenza del movimento in Abruzzo – ha detto il Presidente Nazionale Milazzo – si configura come un’avventura meravigliosa e drammatica, prendendo in prestito le parole che San Paolo VI ha usato nel suo testamento spirituale per definire l’intera vita umana.  Nelle relazioni umane l’impegno educativo si fa più stringente, diventa frutto di una volontà precisa per ricostruire l’umano dove appare negato, dobbiamo tenerci per mano. Dalla ‘Magnifica Humanitas’ del Papa arrivano 3 fasci di luce: aprire all’altro il cuore che è il centro dell’io, è il luogo dell’unicità profonda, in cui si individua il nostro personale essere a immagine somiglianza di un padre che ha su di noi un desiderio d’amore; ascoltare con intelligenza, che rivela la qualità dell’ascolto dell’altro, la capacità di leggere tra le parole, tra le righe, tra le intonazioni della voce, tra gli sguardi e i gesti, e di leggere dentro l’altro nella sua anima, nelle sue motivazioni. Senza relazioni umane non c’è progresso e chi assume il carico dell’impegno educativo deve rifondare ogni giorno le relazioni umane”. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Masci, dell’onorevole Testa e del Presidente Toniolo, la parola è andata a Don Guido Colombo che ha ripercorso i punti salienti dell’Enciclica ‘Magnifica Humanitas’, “firmata il 15 maggio 2026, nel 125° anniversario della ‘Rerum novarum’ di Leone XIII. E la Magnifica Humanitas è un documento eccezionale in cui Papa Leone affronta il tempo dell’intelligenza artificiale e della custodia umana: l’Intelligenza artificiale non è un male in sé, ma neanche è neutrale perché assume il volto di chi la pensa, la usa o la finanzia. Il rischio è che il ragazzo rischia di perdere il desiderio di cercare l’altro, per questo il Papa chiede regole giuste per disciplinarne l’utilizzo e un rallentamento, chiede prudenza che è esercitare una cura responsabile verso la famiglia umana, chiede di disarmare l’AI, sottraendola alla logica della competizione e di restituirla alla pluralità della cultura umana”. Don Alessio De Fabritiis ha sottolineato la necessità di tornare a un “Umanesimo Digitale: la vita stessa oggi è online, dobbiamo indicare la strada per riuscire a disconnettersi e tornare a distinguere tra digitale e reale”.

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