Pellai incontra gli studenti di Pescara e parla di social, amore, dolore ed emozioni

pellai incontra gli studenti a Pescara
“Il cervello non si nutre di quello che gli serve, con il cellulare”. E’ stato questo il messaggio che ha lanciato a Pescara lo psicoterapeuta dell’età evolutiva Alberto Pellai in apertura dell’incontro con gli studenti dei licei “Galilei” e “d’Annunzio”, organizzato dall’assessorato alle Politiche sociali nel mese dell’Affido e dell’Accoglienza, alla sua decima edizione. Inevitabile il riferimento ai social ma anche alle violenze dei giorni scorsi a Milano e ad altre manifestazioni che potrebbero svolgersi nei giorni prossimi, rispetto alle quali i ragazzi presenti all’auditorium Cerulli hanno preso le distanze, a chiare lettere, così come rispetto ai messaggi circolati nelle ultime ore proprio sui social a Pescara, con un tam tam che ha attraversato molti cellulari. “Se leggete sui social qualcosa che non condividete, dovete dirlo, dovete intervenire come avete fatto qui e chiedere direttamente sui social: ‘Ma è questo il lavoro che dobbiamo fare per un mondo migliore?'”, ha detto Pellai invitando i ragazzi a “non lasciare che la nebbia della comunicazione tossica prenda il sopravvento. E’ importante parlarsi, non spaccare tutto, dovete chiedere di essere ascoltati rispetto a cose importanti. E’ fondamentale”, ha auspicato, “riappropriarsi di un dialogo intragenerazionale, cioè all’interno della vostra generazione, che non può essere divisivo. La divisività è, invece, il linguaggio dei social”.
L’incontro di Pellai con gli studenti è stato in gran parte incentrato sul libro “La vita accade”, che non è solo un titolo ma un concetto e lo psicoterapeuta lo ha ripetuto più volte ai ragazzi anche per affrontare il tema, delicatissimo e complesso, dell’affido e dell’adizione “che deve essere luogo di cura non di strappi”. Le due ore di dialogo sono state anche un modo per esplorare insieme il mondo delle emozioni e parlare delle relazioni, “che ci rompono ma ci riparano” e delle quali bisogna “avere cura”. “Chi vi ha insegnato che l’età evolutiva è senza errori?”, ha detto Pellai. “Se fosse così sarebbe l’età evoluta. Gli errori, le cadute, gli inciampi sono parti necessarie del tempo della crescita e ci consentono di entrare in contatto con quelle emozioni frustranti che avremo sempre nella vita”. E poi ancora: “L’adolescenza è un tempo di speranza, stabilite voi da che parte stare”. Non è mancato un riferimento all’amore e al dolore. “L’amore è tutto, nelle nostre vite, e quando si perde l’amore si prova dolore: quel dolore è la spinta a trovare nuovi amori e nuove emozioni”. A proposito di relazioni e violenze “Giulia Cecchettin aveva interrotto la storia con Filippo, ed era molto stabile. Ma lui continuava a minacciare di farsi fuori e lei ha avvertito una responsabilità protettiva. Se Giulia oggi fosse qui, le direi che non è affare suo salvare Filippo e di stabilire confini sani”, ha detto sempre Pellai che ha lanciato molti spunti di riflessioni ai giovani.  Ad accoglierlo è stato l’assessore alle Politiche sociali Adelchi Sulpizio con la dirigente Roberta Pellegrino. Con Pellai, sul palco, Liviana Leone e Teresa Cappiello, assistenti aociali dell’Equipe Territoriale Integrata Affido e Adozioni.

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